Parigi ripiomba nel terrore. Nell’auto dell’attentatore armi e fogli inneggianti all’Isis

Terrorismo
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Attacco con kalashnikov sugli Champs Elysées. Fermate 3 persone vicine al terrorista ucciso, sarebbero familiari

“Un sacco di colpi sparati, per strada c’era il panico”. Domenica 23 aprile ci saranno le presidenziali francesi e a pochi giorni dal voto Parigi ripiomba nell’incubo terrorismo. Un francese, Karim C., aiutato da un complice, ha ucciso con un kalashnikov un poliziotto sugli Champs-Elysees e ne ha feriti altri due. Poi si è dato alla fuga, ma è stato ucciso dopo pochi metri.

Il poliziotto assassinato sugli Champs Elysées aveva 37 anni e quando è stato raggiunto dagli spari alla testa esplosi dal terrorista, stava mangiando un panino ed era disarmato. Il presidente francese, François Hollande, ha fatto visita in ospedale ai due poliziotti rimasti feriti nell’attacco. Hollande è arrivato nell’ospedale Georges Pompidou di Parigi accompagnato dal premier Bernard Cazeneuve e dal ministro dell’Interno Matthias Fekl, poi è stato alla prefettura di polizia per esprimere il suo appoggio alle forze dell’ordine. I due agenti feriti sono “fuori pericolo”, ha spiegato nelle prime ore del mattino il portavoce della polizia, Jérôme Bonet.

Nell’attacco è rimasta ferita in maniera grave anche una cittadina tedesca. A renderlo noto è stato un portavoce del ministero degli Esteri a Berlino. La donna, che si trovava sul posto della sparatoria al momento dell’attacco, versa in condizioni stabili, ha aggiunto il portavoce, chiarendo che la sua vita non è in pericolo.

Gli investigatori sono convinti che Karim sia stato aiutato da un jihadista arrivato dal Belgio e hanno disposto un avviso di ricerca nei suoi confronti. Secondo la procura federale belga invece, “attualmente non c’è nessun legame tra l’attacco di Parigi e il nostro paese”. Notizia confermata su Twitter anche dal ministro dell’Interno belga, Jan Jambon.

Youssouf el Osri, l’uomo che ieri era stato segnalato dalle autorità belghe alla Francia, si è consegnato in un commissariato di Anversa e nega ogni responsabilità nell’attacco. L’uomo è noto per casi gravi di traffico di stupefacenti ma non ha legami con il terrorismo né è noto per essere radicalizzato. “Non abbiamo alcuna informazione su un legame con il Belgio”, ha confermato anche il ministro della Giusizia, Koen Geens.

La notizia di un coinvolgimento belga era circolata perché lo Stato islamico ha rivendicato l’attacco attraverso l’agenzia Amaq, spiegando che l’autore era Abu Yousif al-Belgiki, epiteto arabo per indicare ‘belga’. “Le indagini stanno continuano. Quello che possiamo confermare è che l’attacco è stato effettuato da un uomo di nazionalità francese”, ha aggiunto il ministro dell’Interno belga.

Per quanto riguarda invece il killer ucciso- come confermato dal procuratore Francois Molins – è stato identificato e la sua abitazione in banlieue di Parigi perquisita. Karim C., era schedato dalla polizia, radicalizzato, con pesanti precedenti: già 15 anni fa era stato condannato per tentato omicidio di un agente e per aver assalito una guardia in carcere. Era nato nella periferia di Parigi. Nell’Audi 80 di Karim Cheurfi, la polizia ha ritrovato appunti scritti a mano con l’indirizzo della Dgsi, i servizi di informazione, del commissariato di Lagny, nella banlieue vicina a dove abitava l’uomo e di tre armerie. Nella stessa auto, riferiscono i media, insieme ad un fucile a pompa e ad alcuni coltelli, c’erano un Corano e fogli scritti inneggianti all’Isis.

Questa mattina tre persone considerate vicine al terrorista sono sotto interrogatorio – in stato di fermo – dei servizi antiterrorismo francesi. Queste tre persone fanno parte della cerchia di contatti del terrorista ucciso dalle forze dell’ordine e si trovavano nelle abitazioni perquisite dagli inquirenti nella notte tra giovedì e venerdì.

La dinamica dell’attacco

Un frame di un video fatto da un passante e mostrato dal Sky Tg24 in cui si vede il corpo di una persona a terra subito dopo l'attentato terroristico agli Champs Elysees. che in serata è stato rivendicato dall'Isis. Parigi, 20 aprile 2017. ANSA/ FRAME DA SKY TG24 +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++

Il panico si è propagato in pochi istanti, l’intera avenue, la più celebre della capitale, è stata blindata dai furgoni di polizia, dalla Concorde fino all’Etoile. Tutte le fermate del metro sono state sbarrate, gli abitanti sono stati invitati a non avvicinarsi al quartiere.

Erano passati pochi minuti dalle 21 e gli 11 candidati alle presidenziali di domenica erano impegnati da un’ora nell’ultima performance in diretta tv su France 2 quando diverse raffiche di armi automatiche hanno seminato il terrore sugli Champs-Elysees, all’altezza del civico 102, in prossimità dei grandi magazzini britannici ‘Marks & Spencer’.

Un uomo è sceso da un’Audi 80 grigia, si è avvicinato ad un furgone parcheggiato con alcuni poliziotti all’interno – agenti della stradale e della municipale – e ha fatto fuoco con un kalashnikov. Un agente è stato ucciso sul colpo, altri due feriti, una passante – una turista straniera – colpita da schegge. L’assalitore si è dato alla fuga, a piedi, abbandonando l’auto. Dopo pochi metri, è stato abbattuto da altri colleghi degli agenti aggrediti, che stavano pattugliando la strada. Testimoni hanno parlato di “una vera e propria esecuzione”.

Flop dell’app antiterrorismo

Era stata annunciata in occasione degli Europei di calcio come ulteriore strumento per affrontare l’emergenza terrorismo e invece, a quanto sembra, ha fallito. Si tratta dell’applicazione per smartphone ‘Saip’ che, secondo quanto riporta il sito di Le Figaro, non avrebbe avvertito gli utenti dell’attacco in corso sugli Champs-Elyse’es. Un avvertimento lanciato invece su Twitter dalla prefettura di Parigi. L’applicazione promossa dal governo di Francois Hollande aveva fatto flop anche durante l’attentato di Nizza lo scorso 14 luglio.

Le reazioni

Un summit è stato immediatamente convocato all’Eliseo dal presidente Francois Hollande, con il premier Bernarde Cazeneuve, il ministro dell’Interno Matthias Kekl ed il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo.

Il 13 novembre 2015 Parigi è stata teatro del più sanguinoso attentato della storia francese: un commando dell’Isis massacrò 130 persone colpendo in modo coordinato diversi punti della città, dallo Stade de France al locale Bataclan.

Da allora l’ombra del terrorismo islamico ha sempre aleggiato sulla capitale, e appena ieri erano stati arrestati a Marsiglia due uomini accusati di programmare un attentato contro un candidato alle presidenziali.

All’Eliseo, il primo ministro Bernard Cazeneuve ha raggiunto pochi minuti dopo i fatti il presidente Francois Hollande, che in serata ha confermato come la pista terroristica sia quella che stanno seguendo le autorità.

Tutti i candidati – che partecipavano ad un ultimo dibattito televisivo – hanno espresso le loro condoglianze alla famiglia dell’agente ucciso e hanno sospeso ogni attività di campagna elettorale.

“Tutti dobbiamo capire che le forze dell’ordine sono esposte e che il sostegno della nazione è totale. Deve essere fatto di tutto perché questi poliziotti, gendarmi e militari possano esercitare la propria missione, ovviamente nel rispetto delle regole”. Lo ha detto il presidente francese Francois Hollande, nel corso di un punto stampa di fronte all’Eliseo.

Da Washington è arrivato il commento immediato del presidente Usa, Donald Trump, durante la conferenza stampa assieme al premier italiano Paolo Gentiloni, al termine del loro incontro alla Casa Bianca: “Sembra un attentato terroristico. E’ una scia senza fine. Dobbiamo essere forti”, ha detto Trump. Solidarietà e vicinanza alla Francia sono state espresse da Gentiloni.

Polemiche per un tweet del leader della Lega che non è riuscito a resistere alla tentazione di strumentalizzare la vicenda per spingere la corsa di Marine Le Pen.


 

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