Parigi, la giornata del dolore

Parigi
La resistenza passa anche attraverso i graffiti. E fa da contraltare più creativo e colorato alla piazza della memoria per eccellenza, quella place de la Republique che a distanza di 10 mesi dalla strage di Charlie Hebdo, si è riempita di nuovo di candele, fiori e bigliettini. Dall'altro lato della piazza, su un muro di compensato usato da mesi come 'tela' dai writers, ci sono i pensieri 'di pancia' dei parigini più giovani. Un gruppetto di loro si è ritrovato lì nel pomeriggio con bombolette e pennelli per lasciare le proprie tracce di resistenza. E' il caso della scritta gigantesca, su sfondo nero, che riprende il motto di Parigi (il latino 'Fluctuat nec mergitur', naviga e non affonda) compreso lo stemma della nave. Oppure il graffito più naif dominato dalla scritta 'Pray for Paris' e accanto il simbolo della pace stilizzato con la torre Effeil. Più immediato lo slogan 'No pasaran', che ha avuto i complimenti anche di un poliziotto che passava di lì. L'unica writer della piazza ha scelto un disegno più elaborato: un bambino con i lacrimoni che tiene in mano una bandiera della Francia, macchiata di sangue. Sotto, onde nere e attorno note musicali insanguinate, tanto per non scordare quel concerto al teatro Bataclan sporcato da violenza e morte.
ANSA/MICHELA SUGLIA

Da ieri sera lo sgomento del mondo per gli attacchi terroristici che hanno colpito la capitale francese

Sono 129 i morti e oltre 300 i feriti di cui circa 80 in modo grave. E’ questo il momentaneo bollettino degli attacchi terroristici che ieri sera hanno sconvolto la città di Parigi. Un attacco terroristico diverso dai precedenti, concentrato sui luoghi di svago. Un ristorante, un teatro, un bar, lo stadio dove si stava svolgendo l’amichevole tra Francia e Germania. Sette gli attacchi in tutto, nessun obiettivo sensibile colpito, l’obiettivo era terrorizzare.

Sin dalle prime ore l’ipotesi dell’attacco terroristico ha preso piede, e la rivendicazione da parte dell’Is ne ha dato conferma. Subito è partita la solidarietà del mondo, a partire dai rappresentanti dei governi, gesti simbolici con i monumenti di molte città illuminati con il tricolore francese, ma soprattutto i molti cittadini scesi in piazza a manifestare la propria solidarietà al popolo francese.

La Parigi del giorno dopo è spettrale, non è la capitale viva che tutti conoscono. Il Presidente Hollande davanti alle telecamere è fermo: “Saremo spietati contro la barbarie dell’Isis”, anche se sin da ieri è evidente la paura che attanaglia i francesi e i loro rappresentanti. Sì perché non si può non aver paura davanti ad una follia del genere, ma subito dopo la paura il sentimento emerso è stato il coraggio, il non cambiare le proprie abitudini. Ci vorranno un po’ di giorni, ma Parigi, la Francia si rialzerà, così come si è rialzata il giorno dopo quel tragico 7 gennaio, così vicino e così lontano.

La Francia non è la sola ad essere sotto attacco, è il mondo intero ad essere attaccato. L’allerta è alta anche in Italia, dove tra poco meno di un mese inizierà il Giubileo. Attenzione sì, ma non allarmismo, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha rassicurato nella riunione con i capigruppo che per “l’Italia non ci sono minacce circostanziate“, anche se questa sarà una “sfida che durerà anni”.

 

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