Parigi, i leader mondiali per Cop21

Clima
epa05048190 US President Barack Obama (R) and French President Francois Hollande (2-R) and mayor of Paris Anne Hidalgo (C) pay tribute to the victims of the 13 November attacks in front of the Bataclan concert venue, on the eve of  the opening of the COP21 Conference, Paris, France, 29 November 2015. The 21st Conference of the Parties (COP21) due to be held in Paris from 30 November to 11 December will proceed as planned, despite the terrorist attacks of 13 November.  EPA/PHILIPPE WOJAZER / POOL MAXPPP OUT

Oggi, nella zona superblindata di Le Bourget, sono attesi tutti i principali leader mondiali per la 21esima conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici

Nessuno sconto. Nemmeno per Parigi, città ancora ferita dagli attacchi terroristici che ieri ha dato il via alla XXI Conferenza Onu sul clima: ieri i black bloc hanno attaccato la polizia durante una manifestazione pacifica a favore del clima, lanciando gli oggetti lasciati in omaggio alle vittime. Nella piazza erano state posate migliaia di scarpe, tra cui quelle di Papa Francesco.

E’ questo il clima in cui Parigi che ha dato il via a Cop21 dove oggi, nella zona superblindata di Le Bourget, sono attesi tutti i principali leader mondiali, da Obama a Putin passando per il premier Matteo Renzi. Ieri è stato di 289 fermi il bilancio degli scontri (qui il video) e vandalismi al memoriale delle vittime degli attentati di Parigi a place de la Re’publique. Immediato lo sdegno di Hollande che dal delicato vertice Ue-Turchia a Bruxelles sui migranti ha bollato l’accaduto come “scandaloso”.

Oggi, nella zona superblindata di Le Bourget, sono attesi tutti i principali leader mondiali. Il presidente americano, Barack Obama, appena arrivato a Parigi, poco prima dell’una di mattina, ha fatto una sosta fuori programma davanti alla sala concerti del Bataclan, il teatro della strage del 13 novembre, dove sono morte 90 persone. Al suo fianco, rende noto la casa Bianca, il presidente francese Francois Hollande e il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. Il presidente americano si è quindi fermato per alcuni minuti in silenzio davanti alle tantissime candele e ai tantissimi fiori posti dai parigini a ricordo delle vittime. Lui stesso ha posto in terra una rosa bianca. Subito dopo il presidente americano, dopo aver salutato Hollande con un veloce abbraccio, è risalito sulla sua auto. Una visita che si è svolta in un clima quasi surreale, in una Parigi totalmente deserta.

“Il mondo sia unito per garantire ai nostri figli un futuro migliore”: è l’invito che Barack Obama lancia ai leader dei circa 150 Paesi che si ritroveranno in questi giorni a Parigi per la Conferenza internazionale sul clima Cop21. E il presidente americano nella capitale francese cercherà di far pesare il ruolo guida dell’America sul fronte degli sforzi per affrontare le conseguenze catastrofiche dei cambiamenti climatici.

A parlare sono gli impegni presi dalla Casa Bianca negli ultimi anni, che fanno di Obama il presidente della storia americana che più ha fatto sul fronte della difesa dell’ambiente e della riduzione delle emissioni inquinanti. Anche se la promessa di tagliare complessivamente i gas serra dal 26% al 28% entro il 2030, attraverso una serie di drastiche norme legislative viene messa a dura prova dall’opposizione di gran parte degli stati Usa e dei repubblicani in Congresso.

“Le nostre imprese e i nostri lavoratori – ha scritto su Facebook prima di partire da Washington – hanno dimostrato che è possibile fare passi in avanti verso un futuro più pulito anche mentre si creano nuovi posti di lavoro e l’economia cresce”. “La nostra produzione industriale – ha sottolineato -è al livello più alto di sempre, ma le nostre emissioni inquinanti sono ai minimi da 20 anni”.

L’accordo nella capitale francese, non è a portata di mano. Il nodo da sciogliere è se dare all’intesa la forma di un trattato internazionale che contenga obiettivi vincolanti (come nel protocollo di Tokyo) oppure quella di un accordo che non ponga alcun obbligo, ma che sottoponga i singoli Paesi a una stretta sorveglianza sul fronte delle emissioni inquinanti. Quest’ultima è la posizione degli Stati Uniti, sulla quale starebbero convergendo anche gli altri Paesi europei. 

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