Paura ad Hannover per l’allarme terrorismo

Terrorismo
epaselect epa05030083 Police outside the HDI-Arena stadium in Hanover, Germany, 17 November 2015.  The match was called off at short notice due to security concerns and the stadium was evacuated.  EPA/CHRISTIAN CHARISIUS

Evacuato lo stadio tedesco per un allarme sicurezza

Una serata complicata, una serata in cui la paura torna protagonista. Ad Hannover l’intera città è stata colpita dall’allarme terrorismo. A un’ora e mezza dall’inizio, l’amichevole Germania-Olanda in programma è stata improvvisamente annullata. La polizia ha parlato in seguito di minacce concrete. Sempre ad Hannover, in serata, c’è stato un allarme (poi rientrato) in una sala concerti con 900 persone dentro. Anche la stazione centrale è stata in parte evacuata per la presenza di un “oggetto sospetto”. Chiusa invece per intero la metro della città.

E mentre nello stadio Wembley, a Londra, veniva intonata la Marsigliese da uno stadio intero, un coro all’unisono per il ricordo delle vittime di Parigi, in un’altra amichevole (Turchia-Grecia) avveniva un brutto episodio: i tifosi turchi a Istanbul fischiavano e gridano “Allah Akhbar” proprio durante il minuto di silenzio.

Nel frattempo continua la caccia all’uomo tra Francia e Belgio alla ricerca dei responsabili degli attentati di venerdì a Parigi ancora a piede libero.

E dagli Stati europei arriva l’appoggio alla Francia: il Paese “ha chiesto aiuto e l’Europa unita risponde sì”, ha dichiarato l’alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea Federica Mogherini.

Si tratta, afferma, però, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a Otto e mezzo di “una richiesta di solidarietà politica”. “Capisco perché Hollande ha iniziato il suo discorso con quelle parole, ma le parole hanno una storia e un peso. Penso sia sbagliato dire ‘l’Italia è in guerra’, perché nel caso bisogna trarne determinate conseguenze. Noi combattiamo il terrorismo anche sul piano militare, ma guerra non lo considero un termine giusto da usare” ha aggiunto Gentiloni.

Sul tema il governo italiano è unito: anche il ministro Pinotti ha chiarito oggi che a guerra “la decide il Parlamento e la dichiara il presidente della Repubblica, quindi è sbagliato parlare di guerra anche per la tipologia di minaccia che abbiamo davanti”. Concetto già espresso questa mattina dal premier Renzi, secondo il quale “occorre agire con moderazione”.

Al fianco della Francia si schiera militarmente la Russia: l’aeronautica russa ha infatti raddoppiato le incursioni aeree contro i jihadisti dell’Isis in Siria e Putin ha dato ordine di stabilire “contatti diretti con le unità militari francesi in arrivo a breve nell’area per cooperare con loro come alleati”. “Siamo stati in disaccordo negli anni ’30, ma ciò non ci ha impedito di dare vita a una coalizione contro Hitler che si è rivelata efficace. Anche oggi dovremmo dare vita a una nuova coalizione contro questa sfida nuova dal punto di vista qualitativo”, ha affermato il presidente della Commissione affari internazionale della Duma, Alexei Pushkov.

In Siria, intanto, aumentano gli interventi via aria: dieci cacciabombardieri francesi hanno bombardando ancora Raqqa, roccaforte dello Stato islamico.

 

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