Parata di rockstar a New York per il tributo a David Bowie

Musica
Schermata 04-2457480 alle 19.08.17

Grandi nomi si sono alternati ieri sul palco della Carnegie Hall reinterpretando brani del duca bianco. Tra di loro Flaming Lips, Pixies, Cyndi Lauper e Michael Stipe

Schermata 04-2457480 alle 19.04.55

Wayne Coine dei Flamig Lips durante la loro spettacolare esibizione

Un coro di bambini che intona Space Oddity e il pubblico che gli fa eco.
Questo è stato uno dei momenti più toccanti del primo dei due concerti-tributo a David Bowie, tenutosi ieri a New York.

Jakob Dylan, Michael Stipe, i Flaming Lips, i Pixies e molti altri, sono stati tra gli artisti che hanno aderito al tributo, esibendosi sul palco della Carnegie Hall. E l’affetto incondizionato verso la stella del Duca Bianco ha contraddistinto tutta la serata; “Dio benedica David Bowie “, ha detto Dylan dopo l’esecuzione di Heroes.

Il concerto è andato tutto esaurito in due ore, con una seconda data aggiunta per venerdì sera al Radio City Music Hall.
Stipe, l’ex cantante dei R.E.M. , che ora sfoggia una fluente barba grigia e un anello al naso, ha cantato una versione ovattata di Ashes to Ashes in duetto con Karen Nelson.
Deborah Harry, stella dei Blondie, indossava una felpa con cappuccio argentata e ha conquistato la platea con una reinterpretazione di Starman. Cyndi Lauper, con i capelli cotonati rosa confetto, ha cantato Suffragette City, mentre Laurie Anderson ha interpretato Always Crushing in the Same Car.

Non è mancato nemmeno il momento di contestazione politica: Joseph Arthur, infatti, dopo la sua versione  molto elettrifica di The Man Who Sold the World, ha sventolato una bandiera americana recante un messaggio in vernice spray non proprio amichevole nei confronti di Donald Trump.
I Flaming Lips, invece, hanno dato vita a una bizzarra performance: il cantante Wayne Coyne, con un abito che letteralmente scintillava di luci intermittenti, si è seduto sulle spalle di un sua compagno di band vestito dal personaggio di Guerre Stellari Chewbecca per cantare Life on Mars.

L’unica band a eseguire un proprio brano sono stati i Pixies, la cui canzone Cactus era stata più volte inserita da Bowie nella scaletta dei propri concerti.
Il bilancio del tributo è stato più che positivo, nonostante le defezioni dell’ultima ora dei the Roots, in polemica con altri artisti partecipanti per una questione di mancata condivisione dell’attrezzatura e di Patti Smith, per un calo di voce.

Questa è l’esibizione dei Pixies, ripresa da uno spettatore della Carnegie Hall.

 

Vedi anche

Altri articoli