Papa Francesco in visita ad Auschwitz-Birkenau sceglie il silenzio

Papa Francesco
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Papa Francesco ha varcato da solo il cancello del Campo di concentramento di Auschwitz.

La terza giornata del Papa in Polonia in occasione della 31/ma Giornata Mondiale della Gioventù vive un momento storico: la visita ad Auschwitz-Birkenau.

Il Papa, visibilmente commosso, ha varcato a piedi, da solo, il cancello del lager di Auschwitz ed è passato sotto la famigerata scritta con lo slogan posto dai nazisti all’ingresso del campo di concentramento e di sterminio degli ebrei: “Arbeit macht frei”, ovvero “Il lavoro rende liberi”.

Dopo la lunga sosta in silenzio, riflessione e preghiera, seduto su una panchina con il volto chino e le mani giunte, la visita delle camerate dove erano detenuti i prigionieri e l’incontro con i sopravvissuti e i familiari delle vittime.

Dopo Papa Francesco ha incontrato, all’interno del campo di concentramento di Auschwitz, un gruppo di sopravvissuti alla Shoah. Tutti ovviamente anziani, molti appoggiati ad un bastone da passeggio, undici sopravvissuti ad Auschwitz, in Polonia, hanno salutato Papa Francesco, il terzo pontefice in visita al lager nazista in Polonia.

Il Papa ha abbracciato e baciato uno a uno Helena Dunicz Niwinska, Alojzy Fros, Janina Iwanska, Waclaw Dlugoborski, Zbignew Kaczkowski, Stefan Lesiak, Valentina Nikodem, Mariana Majerowicz, Eva Umlauf, Naftali Fuerst e Peter Rauch, fermandosi a scambiare alcune parole con ognuno.

Ha posto la mano e benedetto una degli undici, che glielo ha chiesto, ha guardato la foto di famiglia di un altro ex deportato, ha ascoltato le storie di alcuni di loro. Alla fine al Papa è stata consegnata dagli ex prigionieri del lager un cero, con il quale Francesco ha acceso una fiamma davanti a un muro del lager, su cui ha appoggiato una mano rimanendo alcuni secondi in silenzio.

Il Papa è poi entrato nell’attiguo blocco 11 dove venne ucciso il francescano conventuale Massimiliano Kolbe, che si offrì volontario al posto di un padre di famiglia, suo compagno di camerata, che era stato selezionato per l’impiccaggione. Francesco è sceso da solo nella sua cella, dove sono ancora visibili i graffiti iscritti sui muri dai detenuti, si è seduto in preghiera silenziosa per diversi minuti.

Papa Francesco, lasciato Auschwitz, dal quale è uscito da solo e a piedi, come era entrato, è ora arrivato al campo di concentramento di Birkenau a pochi chilometri dal primo. Qui sono previsti ancora momenti di silenzio e l’incontro del Papa con venticinque ‘giusti delle nazioni’, persone che hanno messo a rischio anche la propria vita per aiutare gli ebrei in quel momento di persecuzione.

Secondo quanto annunciato precedentemente dallo stesso pontefice l’intera visita sarà contraddistinta dal silenzio. La scelta di non pronunciare discorsi differenzia Francesco dai suoi predecessori, il polacco Giovanni Paolo II e il tedesco Benedetto XVI, che durante la visita fecero un intervento.

Nel pomeriggio il Papa visiterà l’ospedale pediatrico universitario a Prokocim e presiederà la Via crucis con i giovani nel parco di Blonia.

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