Lo storico discorso di Papa Francesco ai giovani: “Alzatevi dal divano, vivete”

Vaticano
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Centinaia di migliaia di mani unite in un “ponte primordiale” contro ogni forma di terrorismo e guerra

Un milione e seicento mila ragazzi da tutte le parti del mondo hanno partecipato alla veglia di preghiera presieduto da Papa Francesco a Cracovia. Una marea umana riunita per pregare contro il terrorismo in un momento così difficile per l’Europa e il mondo.

Centinaia di migliaia di mani unite in “un grande ponte fraterno”, un “ponte primordiale“. E questo ponte fraterno “possano imparare a farlo anche i grandi di questo mondo, non per fotografia, ma per costruire ponti sempre più grandi”, chiede il Papa, – che nel pomeriggio aveva lasciato una preghiera nella Chiesa di San Francesco chiedendo che il Signore converta i cuori dei terroristi.

Il ponte primordiale è dunque il messaggio conclusivo del forte discorso di Papa Francesco che ha preso le mosse dalla testimonianze di tre ragazzi e ragazze, Rand di Aleppo, Natalie di Lodz e del paraguaiano Miguel, che hanno raccontato la vita in guerra, – ‘esci di casa e non sai se tornerai vivo, ti chiedi chi ti può aiutare e chiedi a Dio se esiste’ – la paralisi della droga, il vuoto di una vita dissoluta che scopre il perdono di Dio.

Papa Francesco attraversa la porta santa tenendo per mano sei ragazzi.  ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

Papa Francesco attraversa la porta santa tenendo per mano sei ragazzi. ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

A partire da queste situazioni Papa Francesco, dopo aver condannato la guerra, ha preso con loro l’impegno a “vincere l’odio, con la fraternità e la comunione, ad essere famiglia” la grande famiglia umana. Non chiudetevi per la paura che paralizza, ha incitato, non cadete anche nella “paralisi della comodità”. E qui ha denunciato la “felicità del divano” che crede che per essere felici abbiamo bisogno di star comodi su “un divano contro ogni tipo di dolore e timore”, che rende “narcotizzati, imbambolati, intontiti”, “mentre altri, forse più vivi, ma non più buoni, decidono il nostro futuro”. Non siamo nati per “vegetare” anche si i ragazzi narcotizzati fanno comodo a tanti. Non c’è solo la droga che narcotizza, ci sono anche “altre droghe socialmente accettate che finiscono per renderci schiavi”.

Se smettiamo di guardare il mondo “dallo schermo di un computer e di un telefono”, il dolore dell’altro non è “anonimo” ma diventa il mio, non posso essere indifferente. Il Papa parlava con grande trasporto, e ha suscitato un entusiasmo gradissimo, anche quando è passato alla parte più propositiva del suo messaggio: decidere il proprio futuro, difendere la propria dignità, lasciare una impronta nella storia, scommettere sempre sul futuro. “Se tu giovane ci metti il meglio di te – ha assicurato – il mondo sarà diverso”.

“Gesù ti proietta all’orizzonte, mai nel museo, questa è la sfida”. “Ci stai a questa sfida? Cosa rispondono le tue mani e i tuoi piedi”, ha detto. “Il Signore benedica i vostri sogni”, ha concluso travolto dagli applausi. Subito dopo ragazzi e Papa hanno iniziato la veglia di preghiera e l’adorazione, che sono ancora in corso.

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