Panico meningite, i pellegrini di Cracovia in coda per gli accertamenti

Salute
Un gruppo di giovani italiani, tra i partecipanti alla Giornata mondiale della Gioventu'. Cracovia, 30 luglio 2016. ANSA/ GIACOMO GRECO

Rientrato l’allarme per l’altra ragazza di una parrocchia romana che ieri sera ha accusato un malore

Durante la notte diverse persone che hanno partecipato alla giornata mondiale della gioventù si sono rivolte al pronto soccorso dell’ospedale di Udine temendo un possibile contagio da meningite. La psicosi dei pellegrini si è diffusa nel corso della notte dopo che ha cominciato a circolare la notizia del decesso a Vienna della giovane romana stroncata da meningite fulminante.

Nel frattempo è rientrato l’allarme per l’altra ragazza di una parrocchia romana che ieri sera ha accusato un malore, con febbre e mal di testa, al rientro verso l’Italia. I test specifici hanno dato esito negativo ma la ragazza è stata trattenuta in ospedale a Udine mentre tutti gli altri sono ripartiti nella notte per Roma, solo per attendere i risultati di altri esami clinici e per motivi precauzionali.

La giovane faceva parte di un gruppo composto di tre pullman di parrocchie romane con cui viaggiava anche la giovane deceduta. L’intera comitiva era già stata sottoposta a profilassi in Austria e il rischio che la giovane potesse aver subito un contagio era minimo, ma dopo il malore è stata accompagnata in via precauzionale al pronto soccorso a Udine.

In un comunicato, ieri la Cei invitava alla profilassi tutti i ragazzi romani che nei giorni scorsi, a Cracovia, hanno transitato per Casa Italia, il quartier generale dei pellegrini italiani, un esercito di 100 mila giovani. Nel comunicato la Cei ha parlato anche della necessaria profilassi per chi ha condiviso gli ambienti della ragazza deceduta. Si tratta dell’assunzione di una compressa di Ciprofloxacina da 500 mg.

Il Centro regionale emergenza e urgenza del Veneto (Creu) invita i giovani di rientro dalla Gmg di Cracovia a recarsi in ospedale per la profilassi antimeningite solo se hanno avuto contatti con la ragazza romana morta a Vienna durante il rientro. “La profilassi – afferma il comunicato – è raccomandata solo per le persone che hanno avuto contatti stretti con la persona deceduta, ovvero hanno viaggiato nello stesso pullman, dormito negli stessi locali, avuto contatti ravvicinati, pranzato allo stesso tavolo. Tutte le altre persone – conclude il comunicato – non devono recarsi presso le strutture sanitarie”.

 

(Nella foto un gruppo di giovani italiani, tra i partecipanti alla Giornata mondiale della Gioventù. Cracovia, 30 luglio 2016. ANSA/ Giacomo Greco)

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