Anche i fedelissimi di Marine Le Pen nei Panama Papers

Fisco
marine-le-pen

Attraverso i Panama Papers, gli investigatori potrebbero arrivare anche al “tesoro” nascosto di Jean-Marie Le Pen

Anche l’estrema destra francese nel mirino dei Panama Papers. Secondo quanto rivela il quotidiano Le Monde (che partecipa con i suoi giornalisti alla mega inchiesta giornalistica) alcuni fedelissimi della presidente del Front National, Marine Le Pen, sarebbero accusati di aver messo in piedi “un sistema offshore sofisticato tra Hong Kong, Singapore, le isole Vergini britanniche e Panama”.

Tra questi – fa sapere Le Monde – ci sarebbero l’imprenditore Frédéric Chatillon (amico di vecchia data di Marine Le Pen) e l’esperto contabile Nicolas Crochet. Il primo, ex leader del gruppo studentesco di estrema destra Groupe Union Défense e da sempre collegamento tra Front National e CasaPound in Italia, è a capo della Riwal, società che si occupa della comunicazione elettorale del partito di estrema destra, mentre il secondo, Crochet, ha stilato il programma economico di Le Pen per le presidenziali. I due, già sotto inchiesta per presunte irregolarità nel finanziamento delle campagne elettorali del partito della Le Pen nel 2012, avrebbero realizzato in quell’occasione un giro di fatture false e società offshore per far uscire dalla Francia 316mila euro di proprietà di Riwal e reinvestirli nella società di un amico con sede a Singapore, scrive Le Monde.

Grazie ai Panama Papers, inoltre, gli investigatori francesi potrebbero risalire al “tesoro” nascosto di Jean-Marie Le Pen. Le Monde, che cita le informazioni trapelate dallo studio legale panamense Mossack Fonseca a proposito di migliaia di società offshore, ricorda che la giustizia di Parigi è alla ricerca dal 2015 del presunto “tesoro” del fondatore del Front National, costituito da “una società nascosta alle Isole vergini britanniche, un conto segreto a Guernesey e 2,2 milioni di euro in biglietti bancari, lingotti e monete d’oro”.

Vedi anche

Altri articoli