Panama Papers, la storia del miliardario russo con un mini-Louvre off-shore

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Il re dei fertilizzanti russo, avrebbe usato una società registrata alle Isole Vergini britanniche per nascondere il suo patrimonio alla ex moglie durante la causa di divorzio

Il miliardario russo Dmitri Rybolovlev, ex proprietario di Uralkali, colosso russo dei fertilizzanti, e secondo Forbes il 14° uomo più ricco di Russia, avrebbe usato una società registrata alle Isole Vergini britanniche per nascondere una sorta di personale mini-Louvre alla sua ex moglie Elena, durante la loro causa di divorzio. Fra le opere di inestimabile valore “occultate” quadri di Picasso, Modigliani e Monet.

E’ soltanto una delle numerose storie che emergono dai Panama Papers, l’inchiesta dell’International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ) su paradisi fiscali e conti offshore.

La storia ha dell’incredibile: i Rybolovlev vivevano in Svizzera, quando nel 2008 la moglie Elena ha chiesto il divorzio. Secondo la legge elvetica il patrimonio, che viene stimato in 8,5 miliardi di dollari, va diviso in parti uguali tra i due coniugi in caso di separazione.

Ma rintracciare gli asset dell’ex re dei fertilizzanti russo non è stato facile per la moglie che, infatti, lo ha presto accusato di “usare terze parti” per costruire una rete di trust e società offshore. Secondo i Panama Papers, Mossack Fonseca ha aiutato il business man a trasferire le opere d’arte di sua proprietà a una società appositamente istituita alle Isole Vergini britanniche, la Xitrans Finance Ltd.

Per i giornalisti dell’ICIJ, questa compagnia offshore possedeva una vera e propria mini-Louvre, con quadri di Picasso, Modigliani, Van Gogh, Monet, Degas e Rothko e “ha anche acquistato scrivanie in stile Luigi XVI e tavoli e cassettiere fatte da alcuni dei più grandi creatori di mobili di Parigi”.

Un rappresentante di Rybolovlev ha dichiarato all’agenzia russa Rbc che quanto emerso dai Panama Papers riguarda solo “società offshore ufficiali”, le cui informazioni sono di dominio pubblico e che sono “apparse ufficialmente in diverse operazioni”; allo stesso tempo ha smentito l’utilizzo di queste società per nascondere le opere d’arte alla ex moglie. Ne’ Elena, ne’ Dmitri Rybolovlev – che hanno raggiunto un accordo sulle condizioni del divorzio solo nell’ottobre 2015- hanno per ora voluto commentare.

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