Palermo, i ragazzi disabili delle Belle Arti senza assistenza (per colpa di Crocetta)

Sicilia
Il presidente della regione Sicilia, Rosario Crocetta.ANSA/MIKE PALAZZOTTO

Il problema è stato sottoposto al Presidente Mattarella

Dal mese di settembre i ragazzi disabili dell’Accademia delle Belle Arti di Palermo non ricevono più l’assistenza alla comunicazione LIS, per loro determinate per seguire le lezioni e sostenere gli esami.

Questa situazione drammatica nasce dalla riforma delle Provincie attuata dal Governatore Crocetta, ora tali competenze spettano alla Regione e non più alla Provincia. Peccato che Crocetta continui ad ignorare il problema.

Così dopo mesi di proteste, di riunioni e carte bollate Francesca Sforza, sorella di un ragazzo sordo ha deciso di scrivere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “ Chiedo di intercedere per questa situazione davvero difficile per noi familiari e per gli operatori rimasti a casa…dall’inizio dell’anno accademico siamo stati esclusi da ogni genere di bando rivolto ai disabili”.

Nella lettera vengono specificate che peraltro, anche la V Commissione Regionale Cultura Formazione e Istruzione dell’ARS, ha disposto all’unanimità un atto di indirizzo, la risoluzione 32/V, con il quale sono stati invitati gli assessori regionali alle politiche sociali e al bilancio a reperire le somme necessarie per far partire il servizio; ma ad oggi persiste l’atteggiamento inerte della Regione che continua a lasciare al proprio destino i suoi ragazzi disabili.

Il risultato, ad oggi, nonostante l’interessamento di tantissimi politici, è che gli studenti sordi dell’Accademia di Palermo, per la prima volta dopo tanti anni, si ritrovano privi di assistenza e nell’impossibilità di poter iniziare, o di poter ultimare, il proprio percorso didattico.

Come faranno gli studenti dell’accademia a preparare gli esami? Come sosterranno gli esami senza che nessuno traduce per loro il contenuto delle domande dei professori e come questi potranno rispondere senza qualcuno che spiega i loro segni?

Il diritto allo studio è un diritto dell’uomo primario e inalienabile, indispensabile per vivere in una società complessa come la nostra. Del resto i padri costituenti hanno attribuito alla nostra Repubblica il compito non tanto di premiare i migliori quanto di rimuovere gli ostacoli al pieno sviluppo della persona: per questo, dobbiamo volere uno Stato che rivolge la sua attenzione a chi ha bisogno.

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