“Pagine ebraiche” intervista i candidati sindaco, ma Raggi e Marchini non rispondono

Roma
raggi-marchini

I candidati Raggi e Marchini rinunciano a confrontarsi con il giornale dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

Tutta colpa di un malintesto, un “misunderstanding” un “po’ grottesco”. Così i colleghi di Pagine ebraiche, il giornale dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, descrivono l’esito del lungo “inseguimento” nei confronti degli staff di Virginia Raggi e Alfio Marchini. Un dietrofront condito da promesse non mantenute da parte dei collaboratori dei due candidati a sindaco di Roma. Il tutto solo per evitare qualche domanda, evidentemente non ritenuta degna di una risposta, sulla campagna elettorale in atto.

All’UCEI hanno risposto solo due dei quattro candidati: Roberto Giachetti e Giorgia Meloni. La situazione degli urtisti, il museo della Shoah, il problema dell’immigrazione: gli intervistati sono stati chiamati a rispondere alle stesse domande, ma tra i due le posizioni espresse non potevano che essere più lontane. Specialmente quando i due sono stati chiamati a dare la loro ricetta su come affrontare l’emergenza profughi. Se per la Meloni la questione si riduce a slogan allarmistici come quando avverte che “L’Italia rischia di diventare il campo profughi dell’Unione Europea”, per Giachetti “il problema è epocale e non si risolve di certo con la demagogia o alimentando le paure per lucrare qualche voto”. Per il democratico la soluzione ad un’emergenza passa attraverso l’integrazione e non l’esclusione. “Per far sentire loro parte di un’unica comunità immagino percorsi di integrazione permanente. Solamente tutti insieme – spiega Giachetti – riusciremo a isolare e colpire chi viola le leggi”.

Qui tutta l’intervista pubblicata su Moked.it

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