Padoan: “Così rilanciamo il sistema bancario”

Economia
Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan a Napoli, accompagnato dalla sua signora, per il convegno  ''Le politiche di investimento in Europa e in Italia: le imprese, le banche e lo sviluppo del Mezzogiorno''  promosso dalla Fondazione Mezzogiorno Europa alla presenza anche del neo presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, 15 giungo 2015.
ANSA /CIRO FUSCO

Il ministro dell’Economia dalle colonne del Sole 24 Ore: “La crescita italiana del 2016 sarà del 50% più elevata rispetto a quella del 2015″

“I provvedimenti del governo sul diritto fallimentare e le misure prese dagli investitori privati del fondo Atlante saranno decisive per il rilancio del sistema bancario”. Con queste parole il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, prova a rassicurare gli investitori sulla tenuta del sistema creditizio. Lo fa spiegando cos’è Atlante, quel fondo privato (annunciato in queste ore) voluto fortemente dal governo, che avrà due obiettivi principali: contribuire ad alcune ricapitalizzazioni bancarie e liberare i bilanci delle banche dalla zavorra dei crediti in sofferenza. Sarà gestito da una Sgr privata e sarà finanziato da capitali privati su base esclusivamente volontaria.

“Il Mef e il Governo – sottolinea Padoan sulle colonne del quotidiano di Confindustria –  hanno svolto un ruolo che definirei da facilitatore”. Il titolare di via XX settembre è il primo ad ammettere che la vulnerabilità del sistema dovuta all’ingente stock di crediti in sofferenza: “È un problema che c’è e va affrontato. Il governo è già intervenuto nei mesi scorsi con una serie di provvedimenti e il prossimo, quello sulla riduzione dei tempi per recuperare i crediti, sarà risolutivo”. Il ragionamento del ministro è semplice: se i tempi delle controversie vengono più che dimezzati, il valore di mercato dei crediti in sofferenza ne trarrà un grande beneficio. “Risolto il problema dei crediti in sofferenza – assicura – ripartiranno i prestiti all’economia reale”.

Quanto alla possibilità che il piano del fondo Atlante possa essere bocciato da Commissione Ue e dalla vigilanza europea della Bce, il ministro non ha dubbi: “Non vedo nessun rischio. Da un punto di vista della disciplina della concorrenza non può essere ravvisato alcun ruolo dello Stato, visto che si tratta di un’operazione interamente privata. Con la sorveglianza unica della Bce è già in corso un dialogo proficuo condotto dalla Bankitalia e da Francoforte ci risulta un atteggiamento molto costruttivo, credo che vedano con favore questa iniziativa”.

Insomma, “le misure che sono state prese rafforzano la percezione di fiducia nel sistema bancario e di solidità del Paese. Più in generale, il sentiment degli investitori nei confronti dell’Italia resta positivo”.

Poi, parlando di privatizzazioni, alla domanda su come reperire le risorse promesse nel Def (nonostante il venir meno della quotazione di Ferrovie dello Stato) apre a un ulteriore collocamento sul mercato di Poste: “È una possibilità, in ogni caso sempre mantenendo il controllo. Ci sono ancora spazi di valorizzazione – sottolinea il titolare dell’Economia – anche per le stesse Poste. La capacità di controllo da parte dell’azionista si può garantire con una quota di partecipazione più bassa, come nel caso di Eni ed Enel”

Infine, quanto alla situazione economica, Padoan conferma che “la crescita del 2016 sarà per l’Italia del 50% più elevata rispetto a quella registrata nel 2015, passando da 0,8% a 1,2%. È meno di quello che vorremmo, ma il tasso di crescita risente del deterioramento del quadro economico negli Usa e in Europa, con il rallentamento degli investimenti e del commercio internazionale”.

Vedi anche

Altri articoli