Padoan rassicura Bankitalia: “Le previsioni sul Pil sono realizzabili”

Economia
Italian Economy Minister Pier Carlo Padoan delivers a speech focused on the Greek debt crisis at the Lower House in Rome, Italy, 01 July 2015. Economy Minister Pier Carlo Padoan said Wednesday that Italy did not fear being hit by the crisis in Greece. "We don't fear large-scale repercussions on our economy," Padoan told the Lower House. "The recovery, the consolidation of the public finances and the reforms enable us to absorb any possible shocks".  ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il ministro risponde alle critiche di Bankitalia e Upb sulle stime di crescita riportate nel Documento di Economia e finanza

Per il governo gli obiettivi indicati per il prossimo anno, a cominciare dalla crescita dell’1%, sono “realizzabili”. Lo chiarisce il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan rispondendo a distanza alle perplessità sollevate da Bankitalia, che ha parlato di “stime ambiziose”, e a quelle dell’Ufficio parlamentare di bilancio, che ieri non ha validato il documento a causa di un “eccesso di ottimismo”. “Non si tratta di una scommessa – mette in chiaro Padoan  – ma di una valutazione degli effetti concreti che la manovra produce“.

Ciò che era stato messo in discussione ieri, era la previsione della crescita cosiddetta “programmatica”, cioè quella crescita che tiene conto degli effetti delle misure inserite nella manovra di bilancio. Dubbi che, per qualcuno, si sono addirittura trasformati in “falso in bilancio”, vedi l’apertura di oggi del Fatto quotidiano. Ma “quell’ambizione” nelle stime di crescita di cui ha parlato Bankitalia – tutt’altro che una frode contabile paventata dal quotidiano diretto da Travaglio – secondo Padoan è realizzabile appieno “in quanto sostenuta in modo concreto da una manovra che dà una spinta alla crescita”.

Il punto è che si tratta di previsioni non di numeri che descrivono il bilancio, tanto che lo stesso premier Matteo Renzi, sottolinea: “Vedremo tra un anno chi ha ragione, l’ultimo anno siamo stati più prudenti della realtà ed è andata meglio”.

Padoan poi, nel suo intervento, pur riconoscendo che si sono “progressivamente deteriorate le prospettive di crescita” e che ci sono “significativi rischi al ribasso” nell’Eurozona, ha rivendicato “la spinta alla crescita” delle politiche del governo. Certo, ha evidenziato, il recupero ai livelli pre crisi è più lento di quanto desiderabile. D’altra parte, osserva, “le riforme implementate richiedono tempo per dispiegare appieno i loro effetti”.

Nel corso del suo chiarimento sui numeri del Documento di economia e finanza, Padoan ha ricordato anche come esso contenga l’autorizzazione ad aggiornare il piano di rientro per il verificarsi di due distinti eventi eccezionali: il sisma del 24 agosto scorso e l’intensità del fenomeno migratorio. Due eventi che darebbero nuovi spazi di indebitamento netto per, al massimo, 4 decimi di Pil nel 2017 (7,7 miliardi di euro), giustificando quindi in parte le stime di crescita per il 2017. Anche perché gli effetti di queste ulteriori risorse non sono ancora stati quantificati all’interno del Def.

Entrando nel merito della manovra, che presto verrà discussa e approvata dal Consiglio dei ministri, Padoan ha anticipato qualche misura parlando di una legge di bilancio che sarà costruita su due assi portanti, da una parte la disattivazione delle clausole di salvaguardia (lo 0,9% del Pil) che scongiurerà l’aumento delle imposte “e pertanto sosterrà i consumi e la domanda”. E dall’altra, ha affermato, ci saranno nuove misure per la crescita e lo sviluppo economico e sociale, come “gli incentivi agli investimenti, all’innovazione, a ricerca e sviluppo, aumenteranno gli investimenti pubblici, ci sarà un supporto alle piccole e medie imprese, aiuti alle famiglie e sostegno alle pensioni più basse”.

Padoan, infine, replica alle parole di Bankitalia legate alla necessità di portare avanti le privatizzazioni: “Rimane ferma l’intenzione del governo – ha detto – di proseguire con il programma di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e di privatizzazioni per diminuire il debito pubblico”.

 

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