Padoan contesta Mieli: “Dal governo tagli alla spesa e riforme per la crescita”

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Lo scrive il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in una lettera al Corriere della Sera in cui contesta l’editoriale di Paolo Mieli

“Lo sforzo di consolidamento delle finanze pubbliche sostenuto dai cittadini italiani è superiore a quello realizzato da chiunque altro nell’eurozona. Il consolidamento progressivo è una necessità inderogabile per un Paese ad alto debito come l’Italia, ma una contrazione così accelerata della spesa pubblica ha penalizzato la crescita italiana rispetto ad altre economie”.

Per questo “il programma di riforme del governo sta progressivamente rimuovendo gli ostacoli strutturali” allo sviluppo “sedimentatisi in vent’anni di sostanziale inerzia”.

Lo scrive il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in una lettera al Corriere della Sera in cui contesta l’editoriale di Paolo Mieli pubblicato ieri sullo stesso quotidiano dal titolo “I nostri vizi le virtù di Merkel”.

“In Italia la spesa pubblica nominale al netto degli interessi è cresciuta durante la crisi (2009-2014) meno che in altri Paesi: solo dell’1,4%, contro un aumento del 5,7% nel Regno Unito considerato campione di austerità e del 9% medio nella Ue. In termini reali la spesa è diminuita in Italia, aumentata nell’Ue”, scrive Padoan.

“La spending review ha consentito di riallocare le risorse da sprechi a politiche strutturali. Il taglio lordo di spese inefficienti per 25 miliardi ci ha consentito di ridurre le tasse, a cominciare dal costo del lavoro (tali sono gli interventi sull’Irpef dal 2014 e sull’Irap dal 2015).

Le riforme che puntano a favorire la crescita “sono come una molla: il processo di definizione, adozione, implementazione la carica; i benefici si vedono quando scatta. In attesa dei benefici, che saranno crescenti nel tempo, il Paese ha bisogno di una politica di bilancio che ne anticipi gli effetti attraverso stimoli mirati alla crescita e alla creazione di occupazione”, spiega Padoan.

“La strada maestra per la riduzione del debito e’ la crescita della ricchezza nominale (alla quale contribuisce anche l’inflazione). Una crescita sostenuta e sostenibile – evidenzia il ministro – richiede misure di sostegno alla produttività e riforme strutturali, delle quali il governo puo’ anticipare gli effetti con una politica di bilancio giudiziosa, che continua a ridurre il deficit mentre dedica risorse al sostegno degli investimenti e dei consumi”.

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