Ostia, il clan Spada punta alla politica e ammicca al M5S

Legalità

Nel corso della trasmissione Quinta Colonna, Roberto Spada, presunto reggente della famiglia che ha subito 10 arresti per mafia, non esclude una sua candidatura: “Se il Movimento è d’accordo…”

Ostia, il litorale più noto e frequentato di Roma, è il primo e unico municipio della Capitale sciolto per mafia. Gli affari tra la precedente amministrazione e la criminalità organizzata hanno prodotto risultati devastanti. Tra le famiglie che nel corso degli ultimi anni hanno preso il controllo diretto del territorio c’è l’ormai tristemente noto clan Spada, che è stato da poco colpito con dieci arresti “illustri”. Gambizzazioni, intimidazioni, omicidi, usura, appalti truccati: c’è tutto il repertorio delle più famose organizzazioni mafiose nelle attività degli Spada. Attività che sono emerse anche grazie al lavoro di una giornalista di Ostia, Federica Angeli, che proprio a causa delle sue inchieste su Repubblica vive da tre anni scorta, dopo le minacce ricevute.

Anche la reazione di Roberto Spada, presunto reggente della famiglia dopo l’arresto dei capi, intervistato da Quinta Colonna, è quella tipica dei modelli mafiosi: negare la realtà, cercare di ribaltarla, accusare la suddetta giornalista di “inventarsi delle storie”, puntare il dito contro la politica, in particolare contro il Pd. Ma questa volta, Spada (che in comune con le più note organizzazioni mafiose ha anche la caratteristica di esprimersi con un italiano decisamente precario) va oltre e paventa la possibilità di una sua candidatura diretta, accompagnando questa prospettiva con delle frasi inquietanti: “Dipende cosa ne pensa il Movimento 5 Stelle”, dice ridendo. “No, scherzo, parlo di una lista civica, sempre legata al Movimento…”, ribadisce, ancora sogghignando. “No, dai, una lista civica e basta. Non voglio metterli in imbarazzo, poracci…”.

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