Orgoglioso dell’Italia, la ricostruzione è partita

Terremoto
Il presidente del consiglio Matteo Renzi durante la visita ad Amatrice, 11 ottobre 2016. Il capo del governo prima di lasciare la cittadina distrutta dal sisma del 24 agosto ha ringraziato i volontari e vigili del Fuoco indossando la felpa con il nome di Amatrice.
ANSA/ TIBERIO BARCHIELLI 
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Prevista una riunione con Renzo Piano e il prof. Azzone il 24 novembre prossimo. Un progetto che servirà alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni

Sono già passati due mesi. E tutti noi abbiamo fatto un sacco di cose. Guardo la mia agenda, per esempio, e la vedo piena. Dalla Cina del G20 alla Casa Bianca con Obama, passando per Cuneo e Trapani. Per Lecce e Treviso. Abbiamo chiuso la legge di bilancio, iniziato la campagna referendaria, messo il sigillo a leggi importanti come quella contro il caporalato.

Due mesi pieni, pienissimi, per noi. Mi fermo un attimo e penso ai loro due mesi, ai due mesi dei nostri connazionali di Amatrice, Accumoli, Arquata. Che in questi sessanta giorni hanno convissuto con il dolore di tante assenze. E con la presenza delle macerie non solo fisiche.

Due mesi volati via ma il dolore di chi ha perso un proprio caro non se ne andrà mai. Sono molto orgoglioso della reazione del popolo italiano. Quindici milioni di euro in sms, volontari da ogni parte dello stivale, straordinaria qualità nell’emergenza e nei primi passi della ricostruzione, forze dell’ordine e militari a dare l’esempio, medici e infermieri fantastici.

Nessuno è più in tenda, come ha spiegato il capo della nostra magnifica protezione civile Curcio. E sono ancora più orgoglioso dei sindaci, degli amministratori e della gente del posto: gente che non molla. Che continua a sostenersi vicendevolmente. Perché questa è l’Italia che tutti amiamo.

In questi due mesi la macchina della ricostruzione è partita, con il commissario Errani. Il decreto legge è in Parlamento e spero che lo votino tutti i partiti, nessuno escluso. Nel frattempo anche all’Aquila i cantieri avanzano, finalmente.

E ho chiesto a tutti i sindaci – tutti, di tutti i colori politici – di spendere ciò che è necessario per la sicurezza dell’edilizia scolastica: la stabilità delle scuole italiane viene prima della stabilità dei burocrati europei. A chi da Bruxelles vorrebbe farci le pulci sulle spese per il sisma dico che noi stiamo rispettando tutte le regole. Comprese quelle necessarie a risolvere i problemi creati dall’egoismo continentale, come l’immigrazione.

Quanto al progetto Casa Italia, su cui mi auguro che ci sia consenso di tutti i partiti, stiamo andando avanti: prossima mia riunione con Renzo Piano e il prof. Azzone il 24 novembre. Un progetto che servirà alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni. Ma proprio per questo un progetto importantissimo per il nostro Paese e per i nostri figli. Litighiamo su tutto, ma non su questo. Viva l’Italia

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