A che ora si saprà il risultato del referendum

Referendum
Un momento del voto al Referendum Costituzionale al seggio di piazza del Collegio Romano, Roma, 04 dicembre 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

I due scenari sulla base delle diverse variabili che determinano lo spoglio elettorale

Si avvicina l’ora della verità. Fra poco sapremo se i cittadini italiani avranno approvato o meno la riforma costituzionale. Ma a che ora effettivamente conosceremo l’esito della tanto attesa consultazione popolare? Abbiamo delimitato i due principali scenari sulla base delle diverse variabili che determinano lo spoglio elettorale.

I seggi chiuderanno alle ore 23 e contestualmente usciranno i primi exit-poll basati, come si sa, sulle risposte date dai cittadini all’uscita dal seggio, pertanto non molto attendibili.

Per avere primi dati reali e indicativi bisognerà attendere dunque la prima proiezione degli istituti demoscopici Tecnè, Ipr ed Emg (gli unici a farle in questa tornata elettorale) che arriveranno attorno a mezzanotte. Una proiezione fondata sulle prime cento schede scrutinate e il cui orario esatto di diffusione dipenderà dal numero dei votanti: una volta chiuso il seggio, infatti, c’è una serie di operazioni preliminari da fare (verbalizzare la congruità dei votanti, fare un riscontro delle schede) per le quali di solito si impiega da un quarto d’ora a mezz’ora, tempo che può aumentare qualora ci fossero seggi con ancora un po’ di fila nell’orario di chiusura. Una prima proiezione attorno a mezzanotte (anche qualche minuto prima) è comunque un orario molto attendibile.

Una volta iniziato, lo scrutinio sarà semplice e veloce: Sì o No. Non ci sono simboli di partito né nomi di candidati, per cui le operazioni saranno rapide e l’affluenza non inciderà: qualche centinaio di schede in più per ogni seggio – con la partecipazione molto alta – non cambierà i tempi.

Nel frattempo cominceranno ad arrivare alla spicciolata i primi risultati reali consultabili anche sul sito del ministero dell’Interno. Anche se all’inizio saranno di difficile lettura e non molto attendibili per via dello sbilanciamento geografico: potrebbero giungere prima i dati di alcune aree (ad esempio nel Nord) non restituendo di fatto un risultato veritiero. Anche l’ampiezza demografica inciderà: solitamente arrivano sempre prima i Comuni di fascia media, mentre per le grandi città e i paesi più piccoli (quelli di montagna, ad esempio) serve più tempo. E non va dimenticato che i due terzi della popolazione abita in comuni piccoli.

Quando si capirà davvero chi avrà vinto? Intorno a mezzanotte e mezzo potrebbe esserci un quadro abbastanza definitivo con una nuova proiezione, ma solo nel caso di un divario considerevole superiore al milione e mezzo dei voti (per superare l’eventuale impatto di quello degli italiani all’estero di cui le proiezioni non tengono conto). In caso contrario bisognerà aspettare un consolidamento dei risultati reali che arrivano dal Viminale, quindi le due e mezzo / tre di notte.

Voto all’estero
Tra le variabili determinanti della contesa referendaria c’è quella che riguarda il voto degli italiani all’estero, corteggiato da entrambi gli schieramenti e risultato decisivo più volte, ad esempio per la vittoria di Romano Prodi nel 2006. Lo scrutinio viene fatto a Castelnuovo di Porto, cittadina a Nord di Roma, lungo la Flaminia: una sede non proprio comodissima, e le sezioni da scrutinare sono circa 1.400. Lo spoglio inizierà alle 23 e anche in questo caso ci saranno delle operazioni preliminare da fare. Solo a quel punto inizierà lo scrutinio vero e proprio, un procedimento abbastanza lungo che potrebbe restituire un risultato definitivo solo a tarda notte. Ma un primo dato arriverà intorno a mezzanotte e mezzo: un orario che, come detto, potrebbe sancire l’esito definitivo della consultazione qualora il gap per quell’ora fosse abbastanza ampio.

Conflittualità ed imprevisti nei seggi
C’è anche un elemento psicologico nello scrutinio dei risultato. Quando alcuni cittadini vengono investiti di una certa responsabilità, nelle vesti del ruolo di pubblico ufficiale, possono manifestare dei comportamenti inaspettati. Nel corso di altre tornate elettorali ci sono stati esempi di persone che si sono divertite a fare la parte dei guastatori. Per assurdo, se un rappresentante del Sì o del No volesse, anche senza ragione, potrebbe far verbalizzare ogni singola scheda. Per cui la variabile “conflittualità nei seggi” potrebbe incidere sui tempi del risultato definitivo. Ad esempio sul voto estero – che come già accennato avviene in una sede non proprio comodissima e su cui c’è sempre stata più tensione rispetto ai singoli seggi – domenica il Comitato del No invierà 200 volontari per controllare eventuali brogli. Ci saranno ovviamente anche rappresentanti del Sì, per rispondere a eventuali accuse e controllare a loro volta.

Chi viene favorito da un’ampia affluenza
Si fanno sempre varie ipotesi su chi può essere favorito da una forte affluenza. Congetture e ipotesi che però non hanno mai un riscontro con la realtà. D’altra parte i risultati variano molto anche a seconda della tipologia di persona e soprattutto secondo le fasce d’età. Quanto e chi favorisca l’affluenza è dunque uno di quei temi che da sempre fanno parte delle leggende metropolitane delle tornate elettorali.

 

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