Ora Capuozzo smentisce Fico: “L’avevo informato”

M5S
Luigi Di Maio (M5S), vicepresidente della Camera, e Roberto Fico (s), presidente della commissione di vigilanza Rai, nella giornata a sostegno del candidato sindaco di Quarto (NapoliI), Rosa Capuozzo (c), impegnato nel ballottaggio con il candidato del centrodestra, Quarto, 6 giugno 2015. ANSA / CIRO FUSCO

Il sindaco di Quarto attacca il suo ex partito: “Davanti al malaffare sono scappati”

Rosa Capuozzo smentisce Roberto Fico: “Ho informato immediatamente dopo l’onorevole Fico del mio interrogatorio e del contenuto di tale interrogatorio”. Il sindaco di Quarto lo ha detto al pm Woodcock nell’interrogatorio del 12 gennaio scorso. In quella occasione la Capuozzo ha rivelato anche che percepì la natura illecita delle pressioni esercitate da De Robbio soltanto durante il terzo incontro con quest’ultimo che faceva riferimento ai presunti abusi edilizi eseguiti nell’abitazione dove vive con il marito.

“E’ inutile avere le mani pulite se poi le si tiene in tasca. Il M5S ha avuto l’occasione di combattere il malaffare in prima linea con un suo sindaco che lo ha fatto, ma ha preferito scappare a gambe levate, smacchiarsi il vestito, buttando anche il bambino insieme all’acqua sporca”, afferma ancora Rosa Capuozzo attaccando i vertici del Movimento Cinquestelle in un post su Facebook  spiegando che “non si governano così i comuni ed i territori difficili, non si abbandonano così migliaia di persone che hanno creduto in noi e nel Movimento”. Il sindaco, al centro dell’inchiesta sulle infiltrazioni camorristiche nelle votazioni che hanno portato il M5S a conquistare il comune campano, attacca la scelta dei big grillini di abbandonarla ed espellerla.

“E’ una forma di rispetto che Quarto meritava: rimanere e combattere – rincara la dose il sindaco – è stata fatta una scelta politica in una stanza grigia di Milano. Io ho fatto una scelta di principio per i cittadini onesti di Quarto. Ora lavoreremo per il territorio in modo ancora più incisivo con i principi del movimento nell’anima. Mi ripeto citando Don Milani, ‘è inutile avere le mani pulite e poi tenerle in tasca'”.

Insomma la credibilità politica del Direttorio nella faccenda Quarto è sempre più compromessa. Anche in base a quanto si sta delineando grazie alle ricostruzioni del vicesindaco di Quarto, Andrea Perotti, che ha partecipato agli incontri tra Rosa Capuozzo e Roberto Fico, compresi gli ultimi due a casa di Fico a Posillipo, dove erano presenti anche due parlamentari del Direttorio: Carlo Sibilia e Luigi Di Maio.

Se fosse confermato che il Direttorio era a conoscenza delle pressioni e dei ricatti che il sindaco stava ricevendo da Giovanni De Robbio (indagato per voto di scambio e tentata estorsione) sarebbe impossibile giustificare l’omertoso silenzio dei parlamentari che, oltretutto, ricoprono incarichi istituzionali (Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e Roberto Fico presidente della Vigilanza Rai).

A scuotere l’albero di Quarto ci sono poi le indiscrezioni sull’interrogatorio di Rosa Capuozzo del 24 novembre scorso. Secondo La Stampa il sindaco informò l’onorevole Fico e i  vertici romani grillini delle minacce ricevute da parte del consigliere comunale Giovanni De Robbio: “Immediatamente dopo il mio interrogatorio (avvenuto il 24 novembre scorso) informai l’onorevole Fico del contenuto”.  La linea difensiva tenuta da Di Battista, Di Maio e Fico è stata finora quella di sostenere che delle minacce e dei ricatti rivolti da De Robbio a Rosa Capuozzo non ne sapevano nulla.

 

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