Omertosi e bugiardi, il Pd attacca il M5s sulle firme false a Palermo

M5S
Loredana Lupo durante la Conferenza stampa M5S su la ''ghigliottina'' Roma 30/01/2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

La deputata del Pd Alessia Morani: “Ci sono evidentemente dei parlamentari che hanno insabbiato per anni la vicenda”

Il caso delle firme false a Palermo, riportato alla luce da un servizio delle Iene continua a interrogare la politica. Alessia Morani, nel corso di una conferenza stampa convocata sul tema (con lei anche il responsabile giustizia Pd, David Ermini, e il segretario provinciale dem di Palermo, Carmelo Miceli), attacca il M5s: “Definirsi parte lesa è esattamente una bugia, una menzogna, perché qualcuno deve spiegami come quelle liste che sono logate Movimento 5 stelle siano state presentate da un signore che risulta essere il marito della deputata grillina Loredana Lupo. C’è un documento- continua Morani – in cui questo signore, che è stato incaricato dal Movimento 5 stelle della raccolta delle firme, le consegna al Comune di Palermo, e agisce in nome e per conto del Movimento 5 stelle, quindi non so come si possa definire il Movimento parte lesa in tutto ciò, più che parte lesa è parte integrante di quello che è accaduto”.

Ma secondo la deputata dem questa non è l’unica bugia raccontata dai cinquestelle su questo caso, infatti sul blog oggi scrivono: “La prima cosa che è stata fatta non appena ricevuta notizia dei fatti e prima del servizio delle Iene è stata quella di mandare tutti i documenti ai carabinieri”, ma afferma Alessia Morani: “In una nota stampa M5s del 3 ottobre di colui che in M5s dovrebbe essere la testa di questo Movimento, Luigi Di Maio, che sappiamo avere qualche problema con la lettura delle mail, si dichiara che ‘a seguito di una segnalazione da parte della trasmissione tv le Iene il mio staff ha verificato la esistenza della mail‘. Quindi Di Maio il 3 ottobre dichiara che in seguito alla denuncia della Iene ha fatto la trasmissione di questa mail ai carabinieri. Nel blog invece oggi scrivono che l’hanno fatto prima. E quindi diciamo che abbiamo di nuovo una situazione di contraddizione tra quello che dichiara Di Maio e quello che dichiara Grillo”.

La deputata dem conclude: “Qualcuno ci deve dire chi dei due mente, perché a questo punto vorremo sapere qual è la verità, quale versione è vera perché la parte lesa, che sono i cittadini, credo che abbia tutto il diritto di sapere. Altro che onestà, onestà – insiste Morani – Ci sono evidentemente dei parlamentari che hanno insabbiato per anni la vicenda e che forse ora sperano nella prescrizione…”.

A giudizio del segretario provinciale palermitano del Pd, Carmelo Miceli, “se sarà provato che la lista non avrebbe dovuto essere presentata, la vita democratica della nostra città ne risulterà falsata: a Leoluca Orlando è mancato poco più del 2 per cento per risultare eletto al primo turno, e allora avrebbe avuto molti meno consiglieri”. Miceli racconta di aver accesso agli atti “su sollecitazione delle Iene, che poi hanno fatto i raffronti sulle firme” e quindi scoperto le anomalie. Ma accusa: “Sono spariti alcuni documenti, manca il frontespizio dell’accettazione di candidatura di Riccardo Nuti. Abbiamo cercato di capire perché: su quelle pagine avrebbero dovuto esserci le prime dieci firme sul davanti e le seconde dieci sul retro, forse sono sparite perché le si sarebbe potute confrontare? Erano firme di attivisti oggi in Parlamento?”.

Miceli, alle domande dei cronisti, ha replicato spiegando di avere intenzione di denunciare alla magistratura questa sparizione di documenti che “avrebbero dovuto essere conservati presso l’archivio della commissione elettorale circondariale di Palermo”. Non chiarisce tuttavia a chi è rivolta l’accusa, riferibile presumibilmente a un preciso profilo di reato, di aver fatto sparire tali documenti: “Non sappiamo se ci sono responsabili o complici, lo accerterà la magistratura”.

(Nella foto la deputata M5S, Loredana Lupo)

 

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