Oltre 10mila profughi al confine con la Macedonia, in arrivo i fondi della Ue

Immigrazione
A boy is reflected in a puddle of water as refugees and migrants wait to pass from the northern Greek village of Idomeni to southern Macedonia, Friday, Sept. 11, 2015. The sudden onset of autumn has taken tens of thousands by surprise all along the Balkans route from Greece to Hungary, the main gateway to Western Europe for more than 160,000 asylum seekers already this year. (ANSA/AP Photo/Giannis Papanikos)

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha parlato di “una crisi umanitaria auto-provocata che ormai è al suo apice”

Non si ferma il flusso di migranti, in viaggio verso un futuro migliore. Da quando i Paesi della rotta balcanica hanno introdotto controlli più rigidi alle frontiere, in Grecia si è creata un vera emergenza umanitaria. Sono oltre 8 mila, secondo la Bbc, più di 10mila secondo la stampa ellenica soltanto nel piccolo villaggio di Idomeni, a confine con la Macedonia, diventato un triste simbolo di questo esodo. Sono in viaggio verso il nord Europa, accalcati e in condizioni precarie. Molti sono stati costretti ad attendere a bordo di autobus fermi alle stazioni di servizio lungo la strada da Atene. E altri continuano ad arrivare: solo oggi più di un migliaio di persone ha raggiunto il porto di Atene, proveniente dalle isole greche.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha sottolineato la gravità della situazione e ha parlato di “una crisi umanitaria auto-provocata che ormai è al suo apice“. L’allarme è alto soprattutto per le condizioni di salute dei migranti, tra i quali ci sono molti bambini. Caroline Haga, coordinatrice per le emergenze alla Croce Rossa ha riferito di tre nuovi campi allestiti dai militari greci vicino Idomeni, ma già pieni, ognuno con circa 2mila rifugiati.

La Commissione Europea oggi si riunisce per fornire assistenza umanitaria di emergenza all’interno della Ue. Secondo alcune fonti dovrebbero essere stanziati 700 milioni di euro per i prossimi tre anni (cioè fino a fine 2018), 300 milioni soltanto per quest’anno. Il varo del piano è stato annunciato dopo che il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker ha parlato al telefono con il premier greco Alexis Tsipras, “assicurandogli il sostegno suo personale e della Commissione nell’affrontare la crisi”.

Proprio sulla questione migranti, il premier greco ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, rimarcando “una stretta vicinanza politica tra Grecia e Italia, perché condividiamo rivendicazioni e inquietudini. Abbiamo una visione comune. Credo che sul tema dell’equa ripartizione dei migranti ci sarà una buona collaborazione”.

Prosegue senza incidenti anche lo sgombero della “giungla” di Calais, dove sono ospitate, soltanto nella zona sud del campo, tra 800 e 3450 persone dirette nel Regno Unito. Negli ultimi mesi era stata la loro casa provvisoria ma ruspe e operai dell’impresa incaricata dello sgombero dalle autorità francesi vanno eliminando a poco a poco tende e prefabbricati alle porte della città. Dopo gli scontri degli scorsi giorni, lo smantellamento del campo sta proseguendo sotto il controllo di un impressionante cordone di polizia.

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