Olio tunisino senza dazi. Una decisione che divide l’Italia

Agricoltura
Olio_Citare_roberto_la_forgia_Flickr

L’Unione europea apre il mercato a 35mila tonnellate in più di olio tunisino per i prossimi due anni

Il Parlamento europeo ha approvato oggi con 500 voti a favore, 107 voti contrari e 42 astenuti la proposta della Commissione Ue relativa all’incremento dell’olio di oliva a dazio zero proveniente dalla Tunisia.

L’Unione europea si è detta pronta ad aprire il suo mercato all’import, senza dazi, per 35mila tonnellate in più di olio tunisino per il 2016 e altrettante per il 2017. Una decisione che divide la politica e gli imprenditori. 

Fra i sostenitori dei questa iniziativa alcuni esponenti parlamentari come Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera che in un lungo articolo pubblicato su l‘Unità ci aveva spiegato perché l’Italia avesse deciso di sostenere l’economia tunisina. Dopo l’attentato al Museo nazionale del Bardo, tutte le forze politiche si spesero nel sostenere la Tunisia e il Parlamento italiano approvò a larghissima maggioranza una risoluzione in Commissione Esteri che supportasse la Tunisia verso il faticoso processo di difesa della democrazia. “Oggi – dice la Quartapelle – hanno prevalso la richieste degli agricoltori ma non esistono soltanto quelle motivazioni. La Tunisia è un paese strategico che dobbiamo sostenere.”

Dello stesso parere anche il sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, che in un post su Facebook chiarisce il suo punto di vista. “Se vogliamo aiutare quel popolo – scrive Della Vedova – ed evitare che altri migranti solchino il Mediterraneo dobbiamo dare occasioni di sviluppo, anche aumentando la quota di olio tunisino importato. Contrapporre il nostro interesse a quello degli agricoltori tunisini in modo ideologico è politicamente miope”.  E aggiunge: “L’Italia è orgogliosa dei suoi prodotti agroalimentari – come appunto l’olio d’oliva – di cui cerchiamo in ogni modo di promuovere l’esportazione in tutto il mondo, anche lottando contro barriere tariffarie e non tariffarie” e conclude “saremmo in contraddizione se diventassimo noi stessi protezionisti, per altro a danno di un paese decisivo per la stabilità dell’area sud del Mediterraneo e per la sicurezza dell’Italia”.

Insoddisfatti del provvedimento votato dal Parlamento europeo gli attivisti di Coldiretti, riuniti per una mobilitazione in difesa del ‘made in Italy’ a Catania, in Sicilia, seconda regione produttrice di olio di oliva in Italia dopo la Puglia. Il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, non ha dubbi: “E’ un errore l’accesso temporaneo supplementare sul mercato dell’Unione”. Moncalvo, spiega che: “L’agricoltura Made in Italy rischia di perdere i prodotti simbolo: dalla arance ai mandarini, ma anche i pomodori, il grano e l’olio sotto attacco delle politiche comunitarie, delle distorsioni di mercato e delle agromafie”. Moncalvo ammette che ci sono stati miglioramenti nel testo del nuovo accordo anche se si porta “il totale degli arrivi “agevolati” annuale oltre quota 90mila tonnellate, praticamente tutto l’import in Italia dal Paese africano”.

Contrario anche il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina che ha dichiarato: “Rimango fermamente contrario a qualsiasi aumento permanente del contingente di olio tunisino”. “Abbiamo posto delle condizioni chiare sull’attuazione e sulle quote mensili dei contingenti e su questi punti non intendiamo cedere. Se non avremo garanzie continueremo a opporci all’adozione del regolamento da parte della commissione”. “Nel frattempo gli organismi di controllo del ministero – aggiunge Martina – a partire da Capitanerie di Porto, Corpo forestale e Ispettorato repressione frodi intensificheranno le ispezioni ai porti sul prodotto in arrivo. La filiera dell’olio italiano è tra le più controllate in assoluto e negli ultimi due anni abbiamo alzato il livello della risposta contro possibili frodi come mai accaduto in passato”.

La contrarietà arriva anche da Paolo De Castro, coordinatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo: “Oggi ho votato ‘no’ per confermare la mia contrarietà a un provvedimento sbagliato nelle modalità e nei tempi di applicazione. E’ però un dato oggettivo che, con il lavoro compiuto dalla delegazione del Partito Democratico, quella approvata oggi è una proposta migliore rispetto alla precedente, mitigata grazie ai due emendamenti ComAgri assimilati nel testo originario”. “Resto però dell’idea – ha concluso De Castro – che la Tunisia vada aiutata con provvedimenti diversi, che sostengano davvero le imprese locali non favorendo la diffusione di pratiche fraudolente da parte di alcuni imprenditori del Sud Europa. In questa giornata, il mio pieno sostegno va agli agricoltori che stanno manifestando a Catania a difesa della qualità, delle pratiche e delle produzioni”.

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