Caso olio extravergine. Come evitare la truffa

Alimentazione
Olio_Citare_roberto_la_forgia_Flickr

La Coldiretti raccoglie poche preziose regole per scegliere l’olio migliore

Per il mercato dell’olio di oliva non sono tempi facili. Prima la crisi della produzione, devastata dalla Xylella fastidiosa, poi l’inchiesta del Pm di Torino, Raffaele Guariniello, che ha aperto un caso sulla qualità dell’olio di oliva che viene venduto nei nostri supermercati. Sul registro degli indagati sono stati iscritti per frode in commercio i rappresentanti legali di Carapelli, Bertolli, Santa Sabina, Coricelli, Sasso, Primadonna e Antica Badia. Marche accusate di aver venduto come olio di oliva extravergine semplice olio di oliva vergine. Un prodotto di una qualità e di un prezzo minore di quanto vantato.

La Coldiretti, in una nota, ha stilato una breve serie di semplici regole per cercare di evitare le truffe e capire quali sono gli elementi da tenere d’occhio per comprare un buon olio di oliva. Li abbiamo raccolti per punti.

Il prezzo. Sembrerà banale sottolinearlo, ma non lo è. Acquistare un litro di olio a meno di 6-7 euro è un rischio, perché sotto quel prezzo non si riescono a coprire neanche i costi di produzione. Per la Coldiretti, se si vuole olio italiano extravergine non si può scendere sotto quella soglia.

L’anno. Se è indicato in etichetta, è preferibile scegliere l’olio di quest’anno. In vendita c’è infatti anche l’olio delle scorso anno, un anno segnato da una produzione messa in ginocchio dall’epidemia di Xylella e che ha toccato il minimo storico di 300mila tonnellate. Un calo che ha portato all’impennata delle importazioni, che nel 2014 hanno raggiunto le 666 mila tonnellate di olio e sansa, utilizzati spesso per miscelare l’olio nostrano. Nel 2015, invece, la produzione è tornata ad aumentare e a dipendere in misura minore dalle importazioni. Coldiretti stima che anche la produzione per il prossimo anno dovrebbe a risalire a circa 400mila tonnellate, pur rimanendo sotto la media storica (intorno alle 500mila tonnellate).

L’etichetta. Come sempre l’etichetta è uno degli strumenti a disposizione del consumatore per fare un acquisto informato. Tuttavia, come è stato per il caso dell’olio vergine venduto come extravergine, non sempre l’etichetta è sinonimo di garanzia. Se si vuole acquistare un olio italiano non è possibile fidarsi unicamente del tricolore che viene stampato praticamente ovunque, ma bisogna leggere bene le specifiche. “L’Italia – fa sapere la Coldiretti  – è infatti il primo importatore mondiale di oli di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri”.  Per questo Coldiretti suggerisce di guardare con più attenzione le etichette ed acquistare extravergini a denominazione di origine Dop, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane.

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