Olimpico semi-deserto, derby di Roma svuotato. Qualcuno si muova

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Uno striscione di protesta esposto dai tifosi della Roma a via Cadlolo davanti all'Hotel Cavalieri Hilton, Roma, 8 novembre 2015. E' un prepartita insolito quello che precede il derby della Capitale tra Roma e Lazio: il primo dopo la divisione delle curve voluta dal prefetto Franco Gabrielli. 
ANSA / RICCARDO ANTIMIANI

Il braccio di ferro tra il prefetto Gabrielli e i signori delle curve è destinato a continuare. Un ruolo importante lo potrebbero giocare le due società e lo stesso Coni

“Spero che tutti si mettano una mano sulla coscienza e non parlo solo dei tifosi”. E’ appena finito il derby della Capitale, la Roma ha battuto la Lazio 2-0 grazie al rigore di Dzeko e al gol di Gervihno. A parlare è il capitano di turno della Roma, l’unico romano in campo viste le assenze di Totti e De Rossi. Alessandro Florenzi è al settimo cielo per la vittoria giallorossa ma non nasconde una punta d’amarezza per la situazione irreale che si è venuta a creare sugli spalti: “Non è uno scenario degno di un derby, se normalmente lo vivo al 100 per cento, oggi l’ho vissuto al 99″.

Il “classico” capitolino dell’8 novembre verrà ricordato per quello che ha fatto registrare il numero minimo di biglietti venduti: poco più di 30mila persone all’Olimpico rappresenta il record storico negativo. Il motivo? La protesta del tifo organizzato di entrambe le squadre contro il piano sicurezza voluto dal prefetto di Roma Franco Gabrielli: una serie di misure che prevedono, tra le altre cose, la divisione di ciascuna curva in due mini-settori (con un taglio di circa 3mila posti sui 17mila attuali) più l’innalzamento di barriere nel settore Distinti, altre transenne nelle aree di filtraggio e pre-filtraggio, multe per chi non siede al posto assegnato.

Un piano contro il quale sia i capi della Curva Sud (quella del tifo più caldo giallorosso), che della Curva Nord (quella biancoceleste) si sono schierate con forza fin dall’inizio del campionato. “Risolvere la situazione”, è l’invito di Florenzi. Sì, ma come? Gabrielli non sembra voler fare passi indietro. D’altronde per uno che, oltre che garantire la sicurezza, vuole perseguire l’obiettivo di togliere potere ai signori della curve (cosa in cui in molti hanno fallito), non ci si può aspettare altrimenti.

Il braccio di ferro, dunque, continua. Difficile capire chi possa cedere. Forse un ruolo importante lo potrebbero giocare le società (Roma e Lazio) e lo stesso Coni, proprietario dell’Olimpico: se è vero che uno stadio semivuoto non è uno scenario degno di un derby, perché non promuovere la vendita di biglietti a famiglie e bambini (sono anni che sentiamo dire che famiglie e bambini devono tornare allo stadio) o, perché no, ai tanti turisti che arrivano ogni giorno nella Capitale? Perché non agevolare l’accesso ai tanti abbonati di curva che vorrebbero solo assistere alla partita e magari non lo possono fare perché sottoposti ai diktat dei capi? Lo stadio si riempirebbe in un attimo, i problemi di sicurezza probabilmente svanirebbero (almeno dentro lo stadio) e il derby tornerebbe ad essere una fantastica festa di sport.

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