Olimpiadi 2024, la Raggi continua a traccheggiare. E arriva la provocazione di Maroni

Roma
ANSA/ANGELO CARCONI

La sindaca di Roma continua a rinviare ogni decisione sulla candidatura della Capitale. Il governatore della Lombardia lancia Milano…

Ancora nulla di deciso sulla candidatura di Roma ad ospitare le olimpiadi nel 2024. Lo ha sottolineato oggi la sindaca della capitale, Virginia Raggi, a margine dell’incontro con gli atleti romani in partenza per le Paralimpiadi di Rio de Janeiro, cambiando di fatto versione per l’ennesima volta. “Ne discuteremo con il presidente Malagò a settembre, dopo l’estate”, ha precisato la prima cittadina.

Permane dunque quell’atteggiamento incostante, tipico di chi la mattina nega tutto mentre la sera concede qualcosa. Nonostante infatti la sindaca abbia più volte parlato di coerenza, ribadendo l’idea che le priorità della città sono altre, nel corso delle ultime settimane non sono mancati segnali di apertura verso una possibile candidatura.

Nell’incontro di un mese fa tra il vicesindaco e assessore allo Sport, Daniele Frongia, e il presidente del Coni, Giovanni Malagò, sembrava potesse esserci la svolta. Malagò aveva assicurato di poter rivedere il progetto avanzato dal comitato promotore. Qualche giorno fa in Campidoglio è prevalsa invece la linea più rigida del no alle Olimpiadi capitoline.

Oggi l’ennesima versione: “Tutto rinviato a settembre”.

È un refrain che va avanti dai giorni della campagna elettorale, un continuo alternarsi di affermazioni contrastanti tra loro. Un’ambiguità che forse, però, un primo cittadino dovrebbe evitare di rendere pubblica. Ma tant’è.

Nell’attesa di conoscere la posizione di Roma, nel dibattito oggi è arrivato anche il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, che su Facebook ha lanciato un “sondaggio” sui giochi del 2024: “E se per le Olimpiadi candidassimo Milano invece di Roma?”. Probabilmente una provocazione politica, anche perché il regolamento non prevede un cambiamento della città candidata ai Giochi.

Se davvero Roma rinunciasse alla sua candidatura, infatti, per Milano potrebbero aprirsi le porte soltanto per una candidatura nel 2028.

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