Olanda, il Paese che non ha (quasi) bisogno di carceri

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In mancanza di detenuti le prigioni diventano alberghi di lusso che generano soldi e ricchezza, come ci sono riusciti?

C’è chi lotta contro il sovraffollamento e condizioni disumane nelle carceri e chi invece questo problema davvero non ce l’ha. Caso scuola in Europa è sicuramente l’Olanda.

Si tratta di uno dei paesi con il più basso tasso di criminalità in tutta l’Unione europea. Come ci sono riusciti? Essenzialmente con la legalizzazione delle droghe, ma sopratutto con una filosofia di reinserimento dei detenuti che si basa su rispetto e uguaglianza sociale. “Nel servizio olandese si guarda all’individuo- ha spiegato alla BBC Jan Roelof van der Spoel, vice governatore del carcere di massima sicurezza di Norgerhaven- Se qualcuno ha un problema di droga, trattiamo la dipendenza. Se sei aggressivo ti viene fornita una terapia per la gestione della rabbia “.

Applicando queste semplici regole negli ultimi dieci anni la popolazione carceraria è diminuita del 43% tanto da avere più guardie che detenuti. E così almeno 19 carceri hanno dovuto chiudere i battenti e non saranno le sole.

Il costo delle carceri è addirittura diventato un problema. Per non far perdere il lavoro ai vigilantes e coprire i costi delle strutture si è deciso quindi di importare detenuti da Norvegia e Belgio ( questi ultimi hanno pagato 25,5 milioni di euro per raggiungere l’accordo sul trasferimento dei propri detenuti nei Paesi Bassi) ma si è data a disponibilità anche per ospitare rifugiati che arrivano nel paese.

I detrattori di questo fenomeno lo criticano, parlando di negligenza da parte delle forze dell’ordine che, avendo visto ridotto il budget a loro disposizione, semplicemente non puniscono più i malviventi come accadeva in passato. Sarà proprio così? Intanto le prigioni diventano alberghi di lusso che generano soldi e ricchezza. Un esempio fra tutti l’albergo Lloyd a sud di Amsterdam dove le quattro suite più costose non possono che chiamarsi l’avvocato, il giudice, il governatore e il secondino.

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