Ok della Camera al nuovo codice antimafia. M5S e FI votano no

Mafia
Deputati entrano in aula durante il seguito della discussione del disegno di legge di riforma della RAI e del servizio pubblico a Montecitorio,Roma,20 ottobre 2015.       ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI,

La Camera ha approvato il nuovo Codice Antimafia. Il provvedimento ora passa al Senato.

Via libera dalla Camera dei deputati alle modifiche al codice antimafia in materia di aziende sequestrate e confiscate. Hanno votato a favore 281 deputati, i contrari sono stati 66, gli astenuti 2. Il testo, che ora passa ora al Senato, è nato dall’iniziativa popolare e integrato dal lavoro fatto nel frattempo dalla Commissione parlamentare antimafia. Il provvedimento, però, non è stato votato né dal gruppo dei Cinquestelle né da Forza Italia.

“Il voto di questa sera è un primo importante passo, lungamente atteso. La Camera ha dato un segnale forte della volontà di rendere più incisiva la lotta alle mafie, in un settore cruciale come quello della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata”, è stato il commento di Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia. “Sarà ancora più largo il campo di azione, possono essere sequestrati i beni dei mafiosi ma anche dei corrotti e di coloro che operano in modo schiavistico, come nel caporalato”, ha invece commentato il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

Lo scontro tra la maggioranza e i Cinquestelle si consuma sull’opportunità che i giudici dei tribunali di prevenzione possano nominare come amministratori giudiziari anche i dipendenti di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, una Spa partecipata al 100% dal ministero dell’Economia.

Il provvedimento

Si compone di 30 articoli, suddivisi in 7 capi e apporta numerose modifiche al Codice antimafia  e ad altre disposizioni di legge vigenti. Cuore della riforma: il sequestro (con la possibilità dell’amministrazione giudiziaria), il controllo giudiziario delle aziende e la modifica del procedimento di esecuzione e la confisca. Inoltre si cerca di garantire una maggiore trasparenza nella scelta degli amministratori giudiziari, con garanzia di competenze idonee allo svolgimento dell’incarico e di rotazione negli incarichi; in particolare è modificato il procedimento di nomina e revoca dell’amministratore giudiziario, il regime delle sue responsabilità gestionali e gli obblighi di relazione.

Agenzia dei beni confiscati

Il provvedimento riorganizza e rafforza l’Agenzia nazionale per i beni confiscati, ponendola sotto la vigilanza della presidenza del Consiglio, e rivedendone i compiti. La sede centrale sarà a Roma e avrà un direttore che si occuperà dell’amministrazione dei beni dopo la confisca di secondo grado.

Norma Saguto

Tra le novità rispetto al testo uscito dalla commissione Giustizia la cosiddetta “norma Saguto”. Un emendamento presentato dal governo che impedisce la nomina ad amministratore giudiziario di beni confiscati alla mafia, o coadiutore o collaboratore, non solo ai parenti ma anche ai “conviventi e commensali abituali” del magistrato che conferisce l’incarico. Il divieto varrebbe per i “parenti fino al quarto grado” e per “gli affini entro il secondo grado”. Gli amministratori giudiziari non potranno inoltre avere più di 3 incarichi.

Sequestro dei beni a chi favorisce latitanti

Secondo le modifiche apportate al codice sequestri e confische sono previsti anche a chi favorisce i latitanti, commette reati contro la Pa o si macchi del delitto di caporalato.

Affitti

Gli affittuari degli immobili confiscati potranno provvedere a proprie spese alle ristrutturazioni qualora le amministrazioni assegnatarie non dispongano delle risorse necessarie. In quel caso, sarà possibile una compensazione delle spese sostenute per la ristrutturazione sostenute dagli agenti, dai militari o dai funzionari assegnatari: andranno a valere sul canone di affitto. Gli immobili potranno essere affittati ai dipendenti delle forze di polizia, delle forze armate e dei Vigili del fuoco per quattro anni prorogabili per non più di due volte.

 

 

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