Oggi la Direzione Pd, si cerca una mediazione

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I lavori saranno trasmessi in diretta streaming a partire dalle ore 17 sul nostro sito www.unita.tv.

Maggioranza e minoranza Pd a confronto nella riunione della Direzione nazionale democratica, che si svolgerà oggi a partire dalle ore 17. Sul tavolo i temi caldi del referendum e dell’Italicum. Le premesse non sono le più rosee e ci sia aspetta un dibattito aperto e molto vivace, le interviste apparse oggi sui giornali dei vari esponenti Pd ne sono solo una prova.

“Un pezzo della classe dirigente Dem – afferma il capogruppo alla Camera, Ettore Rosato, in una intervista a la Repubblica – non butti via una riforma discussa da trent’anni: sarebbe una cicatrice insanabile”. Per Rosato “l’Italicum può cambiare, anche prima del referendum, ma ci vuole la disponibilità di un pezzo almeno delle opposizioni”. Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, in una intervista al Corriere della Sera lancia un appello alla minoranza sul referendum, affinché non diventi “uno strumento contro il premier”. Secondo Franceschini è possibile modificare l’Italicum “anche prima del referendum”, tuttavia “realisticamente non possiamo rifare tutto. C’è spazio per correzioni significative, ma mirate”.

Per la minoranza parla a La Stampa, Gianni Cuperlo, che afferma: “Vorrei un atto concreto: elezione diretta dei senatori e nuova legge elettorale che garantisca rappresentanza, collegi e un premio per la governabilità tale da non farci uscire da una Repubblica parlamentare”. Quanto a un eventuale rischio scissione, Cuperlo osserva: “Potrebbe accadere e sarebbe un trauma. Evitarlo è la responsabilità comune che ci tocca affrontare”.

La situazione è quindi molto tesa. A renderla incandescente erano le state le parole dell’ex segretario Pier Luigi Bersani che su Facebook aveva scritto: “Con l’elezione diretta dei senatori e un radicale cambiamento dell’Italicum, con tutti i suoi limiti, la riforma costituzionale sarebbe potabile. Con la nomina dei senatori e dei deputati e con la democrazia del capo, la riforma è indigeribile. Da sempre, e in tutti i passaggi, questa è stata la mia posizione. Il resto sono chiacchiere o propaganda”.

A rispondere a distanza il Ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, tra i promotori dell’appello ‘Sinistra per il Sì”, nell’intervista a La Stampa. “Il referendum è troppo importante per relegarlo solo a un dibattito interno del Pd. Ho avvertito troppe volte la sensazione che si stia giocando un po’ il preambolo della vicenda congressuale. E invece dobbiamo fare tutti uno sforzo per stare al merito, in un passaggio fondamentale per l’Italia”. E sul No di Pierluigi Bersani afferma: “Ho argomenti per dirgli che quella posizione è un errore. L’Italicum è un passo avanti netto rispetto al Porcellum e la riforma costituzionale rafforza gli strumenti di garanzia parlamentare dentro uno scenario con legge elettorale maggioritaria. Dopodiché, vogliamo migliorare l’Italicum, vogliamo aggiornarlo? Benissimo. Quindi chiedo che rifletta ancora.”

A cercare di mediare fra le posizioni, che per ora sembrano inconciliabili, ci pensa Enrico Rossi, governatore dell Regione Toscana e già candidato alla guida del Pd per il prossimo Congresso, che in un post su Facebook scrive: “Cresce lo scontro all’interno del Partito Democratico. Ieri ho fatto un appello a Matteo Renzi perché dialogasse con i compagni del No. Con analoga fermezza rispondo a chi ventila scissioni: qui non è in gioco il destino individuale di ciascuno di noi, ma il lavoro, l’impegno e gli ideali di milioni di persone che guardano ancora con fiducia al Partito Democratico”.

La discussione è solo rimandata ad oggi pomeriggio. I lavori si svolgeranno a porte chiuse e saranno trasmessi in diretta streaming sul sito del Partito democratico www.partitodemocratico.it e su www.unita.tv.

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