Oggi il No Cash Day: ecco perché si celebra in tutta Europa

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Via tutte le banconote e le monete: lo scopo dell’iniziativa che si celebra oggi è quello di sensibilizzare cittadini e istituzioni a usare il più possibile i pagamenti elettronici

“Contanti o carta di credito?”. Oggi la protagonista, insieme al bancomat, è la seconda. Si celebra infatti la sesta edizione del No Cash Day

Come è nato e perché si celebra il No Cash Day

L’iniziativa è nata da un’idea di Geronimo Emili, classe 1970, che successivamente ha fondato – e attualmente presiede – CashlessWay, costituita a novembre 2013, la prima associazione che studia e promuove gli strumenti alternativi al contante.

sui vantaggi di una riduzione del contante in circolazione, sostituendolo con gli strumenti di pagamento elettronici e l’obiettivo è inoltre quello di stimolare la spinta sociale e istituzionale verso una maggiore conoscenza e diffusione del denaro digitale.

L’idea è anche quella di “promuovere un cambiamento culturale in grado di offrire un contributo importante anche nei confronti di quella che viene definita come inclusione finanziaria, un fenomeno che coinvolge 2,5 miliardi di individui meno abbienti, i cosiddetti ‘non bancabili’, che in Europa sono 1 su 10 – spiegano ancora gli organizzatori -. Una maggiore apertura finanziaria, anche attraverso i pagamenti alternativi al contante, potrebbe in questo senso allargare la partecipazione alla vita economica e rappresentare la base per una una crescita e uno sviluppo più equilibrati”.

Da chi è sostenuto

Tra i sostenitori del No Cash Day ci sono il Parlamento europeo e, in Italia, la Presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero dello Sviluppo economico.

Qualche numero

Ecco qualche dato riportato dalla pagina del No Cash Day:

– In media in Europa si usa la carta di credito/debito nordici e soprattutto la Svezia con 250 operazioni l’anno pro capite. A chiudere la classifica la Bulgaria con 7 operazioni l’anno. Tra i Paesi più industrializzati che registrano un basso uso di carte troviamo l’Italia con 30 operazioni l’anno pro capite (Statistical Data Warehouse, Bce).

– Secondo uno studio della Bce, l’Europa spende ogni anno lo 0,46% del suo Pil (60 miliardi di euro) per la gestione del contante. In Italia i costi superano i 10 miliardi di euro (0,52% del Pil).

– La Banca centrale europea riconosce ogni anno 387mila banconote false. E sono 6 miliardi ogni anno le banconote in euro che finiscono al macero per deterioramento.

– Da un sondaggio della Commissione europea è emerso che il 60% dei cittadini dell’eurozona trova difficoltà a usare le monete da 1 cent (si sale al 69% con le monete da 2 centesimi). Fabbricare una moneta da 1 centesimo costa 4,5 centesimi, mentre per fabbricarne una da 2 centesimi si spendono 5,2 centesimi.

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