Ocse: “Le riforme del governo hanno stimolato la crescita”

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Nel suo ultimo Economic Outlook, l’organizzazione di Parigi elogia le riforme dell’esecutivo e crede nella ripresa italiana

Il governo italiano ha attuato “riforme significative che hanno stimolato la crescita“, in particolare lo Jobs Act che ha portato a un “considerevole incremento dei contratti a tempo indeterminato e allargato la rete di sicurezza sociale, rendendo la crescita più inclusiva”. Lo sottolinea l’Ocse nel suo Economic Outlook.

Nel documento diffuso oggi, l’organizzazione di Parigi, oltre a vedere al rialzo i fondamentali della nostra economia, elogia quanto fatto fino a questo momento dal governo Renzi: “Le riforme approvate o in corso di approvazione sulle bancarotte, sul sistema scolastico, sulla concorrenza e sulla pubblica amministrazione – si legge nel documento – rafforzeranno le prospettive di crescita”. “Sono comunque necessarie – avverte l’organizzazione – ulteriori iniziative per chiudere i ‘gender gap’ incoraggiando la partecipazione della forza lavoro femminile e per abbassare la disoccupazione giovanile, che resta elevata”.

Inoltre, secondo l’Ocse occorre rendere permanenti gli sgravi fiscali per i neoassunti, “spostando il carico fiscale dal lavoro ai consumi e al mercato immobiliare”, frase forse da interpretare come una critica all’abbassamento delle imposte sugli immobili. Sul fronte ambientale, il suggerimento è invece quello di dare più spazio a meccanismi di pagamento quali le tasse sul traffico (le cosiddette congestion charges) e sul’inquinamento, mentre la tassazione dei veicoli dovrebbe essere strutturata in modo da riflettere le emissioni di anidride carbonica e altri aspetti ambientali.

Quanto allo scenario globale, le stime dell’Ocse, pur considerando “prospettive di crescita più fosche, mostrano una modesta ripresa sia del commercio globale che del Pil“. La crescita globale “quest’anno ha rallentato al 3% ben al di sotto della media di lungo periodo. A pesare sull’andamento globale è l’andamento delle economie dei Paesi emergenti che “rappresentano un elemento chiave di incertezza, dato il loro importante contributo al commercio globale e alla crescita del Pil”.

 

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