Occupazione, ancora un segno più per i contratti a tempo indeterminato

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Sono oltre 319mila i rapporti di lavoro stabili in più iniziati nei primi otto mesi del 2015 rispetto a quelli del 2014: l’Inps certifica gli effetti positivi di Jobs Act e decontribuzioni

I contratti a tempo indeterminato firmati nei primi otto mesi del 2015 sono 319.102 in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Lo certifica oggi l’Osservatorio sul precariato dell’Inps, che conferma così gli effetti positivi del Jobs Act, ma anche quelle della decontribuzione sulle nuove assunzioni. Infatti, se nei primi otto mesi dello scorso anno i rapporti di lavoro stabili erano il 32,3% di quelli totali, nel 2015 sono diventati il 38,1%.

E il premier Matteo Renzi su Twitter commenta così i nuovi dati:

 

Migliora anche il saldo fra nuovi contratti e contratti cessati nei primi otto mesi dell’anno. I nuovi rapporti di lavoro sono stati 3.598.708, mentre 2.997.850 sono stati conclusi. Il saldo quindi è positivo, con un + 600.858, di gran lunga migliore rispetto al +330.387 registrato nei primi otto mesi del 2014.

L’aumento dei contratti a tempo indeterminato si è registrato soprattutto in Friuli-Venezia Giulia (+84,5%) e ha premiato in particolar modo anche Umbria (+61,5%), Piemonte, Marche e Trentino (tutte con una crescita superiore al 50%). Il trend positivo coinvolge anche le regioni meridionali, ma con un’intensità inferiore: la Sicilia è fanalino di coda (+11%), preceduta da Puglia (+16,3%) e Calabria (+17,3%).

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