Obama non chiese alla Gran Bretagna di spiare Trump

Usa
Il presidente Barack Obama con il presidente-eletto Donald Trump nello studio ovale della Casa Bianca il 10 novembre 2016.

La spiegazione del direttore dell’Fbi, James Comey, durante un’audizione in Congresso

“Con tutto il rispetto per il presidente… non ho alcuna informazione di in grado di supportare tali tweet”. Cosi il direttore dell’Fbi, James Comey, durante un’audizione in Congresso ha risposto sulle accuse lanciate via Twitter dal presidente Donald Trump al suo predecessore, Barack Obama, che avrebbe ordinato di intercettarlo nella Trump Tower durante le presidenziali.

Il direttore della National Security Agency (Nsa), l’ammiraglio Michael Rogers, durante la stessa audizione davanti alla commissione Intelligence della Camera, ha negato che la sua Agenzia abbia chiesto agli 007 britannici di spiare il presidente Trump, come suggerito dalla sua amministrazione. “Ciò sarebbe contro il costrutto dell’accordo ‘Five Eyes’ in piedi da decenni”, ha risposto Rogers riferendosi all’intesa di cooperazione tra le intelligence di Usa, Nuova Zelanda, Regno Unito, Australia e Canada.

Comey ha dunque precisato di essere stato incaricato di farsi portavoce anche del dipartimento di Giustizia nell’indicare che non ci siano prove di intercettazioni ai danni di Trump volute da Obama. “Il dipartimento di Giustizia mi ha chiesto di condividere con voi che la loro risposta è la stessa”, ha dichiarato Comey smentendo cosi le ripetute accuse del presidente Trump al suo predecessore.

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