Obama, D’Alema, l’Europa. Cosa ha detto Renzi a “In 1/2 ora”, in 5 pillole

Politica
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi durante il suo intervento nel corso della trasmissione 'In 1/2 h' condotta da Lucia Annunziata su Rai3, Roma, 23 ottobre 2016. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato intervistato da Lucia Annunziata

L’endorsement di Obama è un motivo d’orgoglio per l’Italia “L’onore dell’ultimo saluto del Presidente Obama fatto all’Italia è un motivo d’orgoglio per l’Italia, non per me. Obama è molto preoccupato dall’Europa e condivide le prese di posizione di chi chiede più crescita e meno austerità. Quello del presidente americano è stato un grande endorsement per l’Italia. Fuori dalle beghe e dalle polemiche, c’è un mondo che guarda all’Italia con ammirazione e rispetto. Quanto al referendum, il dato di fatto è che il Sì si tiene l’endorsement di Obama e il No si tiene quello di D’Alema”.

Costi della politica, perché non diamo lo stipendio ai parlamentari in base alle presenze in Aula? “Riguardo alla proposta di ridurre gli stipendi dei parlamentari presentata dal Movimento 5 Stelle, il Pd non è contrario ma favorevole a ridurre gli stipendi. Dipende da come si fa, però. I 5 stelle sono quelli che la buttano in calcio d’angolo quando sono in difficoltà. Io faccio una controproposta: perché invece di dare l’indennità piena, non diamo l’indennità in base a quelle che sono le presenze in Aula? Di Maio ha il 37% di presenze alla Camera, diamogli il 37% dello stipendio. Detto questo, il Pd è disponibile a discutere di tutto”.

La riduzione del numero dei parlamentari sta già nella riforma “La riduzione del numero dei parlamentari è evidente. Si passa da 950 a 730, fa 220 in meno, la matematica non è un’opinione. E i 100 senatori saranno eletti direttamente dai cittadini. Il punto vero è se vogliamo semplificare il Paese o no. E’ molto semplice. Il 4 dicembre i cittadini voteranno e decideranno se vogliono mantenere il sistema attuale o cambiare verso un sistema con meno poltrone, con un sistema più semplice senza il bicameralismo perfetto. Sì o No, non ci sono altre opzioni, non ci sono terze vie, non è il televoto a Sanremo”.

La battaglia con l’Europa non riguarda i numeri ma i principi “Con l’Europa non è importante lo zero virgola. Non stiamo litigando con Bruxelles, non stiamo litigando con nessuno. L’Italia dà 20 miliardi di euro al bilancio europeo e ne prende indietro 12. Noi chiediamo questo all’Europa: perché noi che siamo tra i maggiori contributori dobbiamo sobbarcarci tutto il carico dell’emergenza migranti. Non so quando e se arriverà la lettera di richiamo ma il punto non è questo. Noi vogliamo cambiare le regole europee fatte in passato: è normale che noi diamo una mano a salvare i migranti in mare e gli altri paesi che sono stati salvati dall’Europa se ne fregano? Poi vogliamo riportare la crescita al centro, come ha detto Obama. Per fare questo occorre andare a Bruxelles a testa alta”.

Ai giudici chiedo che si arrivi a sentenza, nient’altro “Quello che chiedo io ai giudici è che si facciano i processi e si arrivi a sentenza in tempi brevi e certi. Nell’ultima settimana Lella Paita, candidata del Pd alla presidenza della Regione Liguria, è stata assolta dopo essere stata accusata di omicidio per i fatti legati all’alluvione di Genova. E così è successo, prima di lei, ad Errani, a De Luca, a Graziano, a Penati e a tanti altri. I magistrati annunciano uno sciopero? Non capisco perché, abbiamo aumentato le risorse per la giustizia e non chiediamo niente se non la necessità di fare i processi e arrivare a sentenza”.

 

 

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