Obama e Putin, all’Onu è botta e risposta sulla Siria

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epa04954390 US President Barack Obama gestures while speaking during the 70th session of the United Nations General Assembly at United Nations headquarters in New York, New York, USA, 28 September 2015. The General Debate runs through 03 October 2015  EPA/JASON SZENES

Resta la distanza sul ruolo di Assad e il destino del suo regime

A poche ore da un faccia a faccia (alle 23 italiane) che appare già molto complicato, Barack Obama e Vladimir Putin sono stati protagonisti di un duro botta e risposta all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Al centro dello scontro, la situazione in Siria.

Il presidente americano, nel corso del suo intervento, ha confermato la disponibilità degli Usa a “lavorare con tutti i Paesi, compresi Russia e Iran” per trovare una soluzione. Però – ha precisato Obama – non si può tornare “alla situazione precedente alla guerra”. Quindi, nessuna indulgenza nei confronti del regime di Assad e di chi sostiene che bisognerebbe sostenerlo “perché l’alternativa è peggiore”. Il riferimento, chiaramente, è alla Russia. “Di certo – è il messaggio inviato a Mosca – il realismo ci impone di scegliere il compromesso necessario a mettere fine al conflitto e schiacciare l’Is, ma il realismo richiede anche una transizione controllata da Assad a un nuovo leader e un governo inclusivo”.

La replica di Putin non si è fatta attendere, invocando anche “una coalizione internazionale come quella che si creò contro Hitler durante la Seconda guerra mondiale” per fronteggiare i terroristi dello Stato islamico. Per il presidente russo è “un errore non cooperare con Assad“, dato che – a suo dire – “nessuno, a parte i curdi e le forze di Assad, sta veramente combattendo contro l’Is e i gruppi terroristi in Siria”. Quindi, l’affondo rivolto agli Usa, accusati di un’azione “irresponsabile”, come quella di “dare le armi ai ribelli e giocare con i terroristi”.

Come aveva già sottolineato, contrario a un intervento armato in Siria è anche Matteo Renzi. “Mancano i presupposti giuridici, al di là delle valutazioni politiche”, ha ribadito anche oggi. Il timore che si ripeta il caos già provocato in Libia, spiega il premier italiano, è un timore “condiviso da molti”. Riguardo allo scontro tra Obama e Putin, il premier italiano giudica “molto positivo che oggi ci sia un bilaterale”, affinché la crisi siriana “sia una priorità del dibattito internazionale e non sia messa sotto il tappeto”.

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