Obama e Hollande avvertono Putin: Assad deve lasciare

Terrorismo
epa05040074 US President Barack Obama (R) and French President Francois Hollande (L) shake hands during a joint press conference in the East Room of the White House in Washington, DC, USA, 24 November 2015. During their first meeting since the 13 November terrorist attack in Paris, Obama and Hollande discussed the cooperation of coalition forces fighting the Islamic State (IS).  EPA/MICHAEL REYNOLDS

Parigi e Washington pronte a collaborare con Mosca, ma Putin deve smettere di combattere l’opposizione ad Assad

Barack Obama ha ricevuto oggi a Washington il presidente francese François Hollande. Una visita fissata subito dopo i fatti di Parigi per fare il punto sul coordinamento anti Isis da mettere in campo in Siria e in Iraq. Un appuntamento in cui i due leader hanno rafforzato il loro feeling e condiviso gli obiettivi: “L’attacco a Parigi è un attacco alle fondamenta della nostra cultura – ha detto Obama – distruggeremo l’Isis perché non c’è spazio per loro in questo mondo”.

Il presidente francese ha escluso un intervento di terra in Siria ma ha confermato che Parigi e Washington “sono decise a sostenere tutti colore che combattono sul campo contro l’Isis”. Il tema è proprio questo: capire chi veramente sta combattendo gli avamposti dello Stato Islamico. Da qui il messaggio diretto a Mosca: “La Francia – puntualizza Hollande – è pronta ad agire con la Russia ma deve essere chiaro che l’obiettivo da colpire è l’Isis e che in Siria serve un processo di transizione“.

Obama precisa: “I russi hanno avuto migliaia di persone uccise dall’Isis e il flusso di foreign fighters è una grossa minaccia per loro. C’è una potenziale convergenza di interessi con i russi e altri. Sinceramente, sono cinque anni che ne parlo con Putin. Serve un cambio di strategia da parte loro”. Stop ai bombardamenti contro l’opposizione al governo, quindi. E soprattutto stop al sostegno a Bashar Al-Assad, che, è il pensiero comune di Parigi e Washington, non è più legittimato a governare.

In tutto questo si inserisce, come se non bastasse, il pesante scontro tra Russia e Turchia riguardo la vicenda del jet di Mosca abbattuto dall’esercito turco. “Come ogni Paese, la Turchia ha diritto di difendere il proprio territorio ma ancora è presto per dire cosa sia esattamente successo nel caso che ha visto oggi la Turchia abbattere un jet russo vicino ai confini siriani. Saremo in grado di capire cosa e’ successo in parte anche grazie alla nostra intelligence”.

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