Obama dà il via al progetto di chiusura di Guantanamo, “macchia per il Paese”

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epa04868011 US President Barack Obama delivers remarks to members of the news media before signing the Surface Transportation and Veterans Health Care Choice Improvement Act of 2015, in the Oval Office of the White House in Washington DC, USA, 31 July 2015. Before signing a short-term transportation fix - a bill to extend highway funding for three months, Obama criticized Congress for going on recess while leaving important legislative business unfinished, such as the Export-Import Bank reauthorization.  EPA/MICHAEL REYNOLDS

Inizia il trasferimento di alcune decine di detenuti negli Stati Uniti

Arrivare alla chiusura di Guantanamo. Barack Obama prende questo impegno e appoggia il progetto di superamento del supercarcere che si trova a Cuba, piano che prevede il trasferimento di 30-60 prigionieri sul suolo statunitense dove sarebbero stati identificate 13 strutture alternative. Lo spostamento dei detenuti dovrebbe consentire all’amministrazione Usa di risparmiare 65-85 milioni di dollari all’anno.

“Questo piano ha il mio pieno appoggio – ha detto Obama -, riflette le nostre migliori valutazioni su come contrastare i terroristi e assicurerà i nostri interessi di sicurezza nazionale. Oltretutto Guantanamo è una macchia sulla reputazione del Paese. Quindici anni dopo gli attacchi dell’11 settembre dobbiamo ancora difendere un centro dove non è stato raggiunto un solo verdetto su quegli attacchi. Non uno. È diventato chiaro che qualcosa non sta funzionando come voluto. Se non permette alla nostra sicurezza di migliorare, dobbiamo cambiare corso.

Il presidente americano prevede “una grossa opposizione” alla chiusura da parte del Congresso Usa: “Fosse stato facile, sarebbe avvenuta anni fa. Anche in un anno elettorale, dovremmo essere in grado di avere un dialogo aperto e onesto per assicurare la nostra sicurezza nazionale. Facciamo ciò che è giusto per l’America. Andiamo avanti e chiudiamo questo capitolo”.

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