Obama: “Contro il terrorismo il mondo deve unirsi”

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Obama parla davanti alla platea del Gran Teatro dell’Avana tra gli applausi: “Non vengo qui a distruggere, ma ad invitare a costruire”

“A prescindere dalla nazionalità, dalla razza, dalla fede: nella lotta contro questa piaga che è il terrorismo possiamo e dobbiamo sconfiggere coloro che minacciano la sicurezza dei popoli del mondo”. Prima del discorso che ha pronunciato a Cuba, Barack Obama rivolge poche ma importanti parole verso “l’amico e alleato” belga che oggi è stato stravolto dagli attacchi terroristici alla metropolitana e all’aeroporto internazionale.

Unione” è anche la parola che lega tutto il suo intervento. Poco più di 30 minuti per superare la Guerra Fredda e ” tendere la mano dell’amicizia al popolo cubano”. Partendo da quell’embargo in vigore dal 1962 che “danneggia” il popolo cubano, “invece di aiutarlo” e che il Congresso è chiamato a togliere. “Un fardello obsoleto”, lo ha definito Obama tra gli applausi del Gran Teatro dell’Avana ai quali si è aggiunto l’unico palese segno di approvazione di Raul, fin lì rimasto quasi impassibile.

Nel suo intervento il presidente americano dedica parecchio tempo alla libertà di parola. Tema che ha già messo in imbarazzo Castro durante la conferenza stampa congiunta, quando alcuni giornalisti hanno fatto domande circa i prigionieri politici trattenuti a Cuba. Proprio al presidente cubano si rivolge Obama quando ricorda l’importanza di potersi esprimersi “liberamente e senza paura” e quando esorta il collega cubano a non temere “nè gli Usa nè le voci diverse del popolo”.”Lo stato di diritto non dovrebbe includere la detenzione arbitraria delle persone che esercitano questi diritti”, ha aggiunto Obama ricordando che il futuro di Cuba deve essere lasciato nelle mani dei cubani.

Ed è a loro, tutti i cubani, e ai loro ideali che il leader americano si affida quando ricorda che la sua visita non deve essere vista come una minaccia, ma come un’opportunità. “Non vengo qui a distruggere, ma ad invitare a costruire” per poter  “lasciare il passato alle nostre spalle“.

Speranza e fiducia sono infine le parole chiavi che Obama consegna alle ultime frasi, quelle che pronuncia prima di congedarsi nel modo in cui il mondo lo ha conosciuto, cioè lo slogan della sua prima campagna elettorale: “Il mio tempo qui a Cuba ha rinnovato la mia speranza e la mia fiducia in quello che i cubani possono fare. Faremo questo viaggio insieme”. “Sí se puede“.

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