Obama ci riprova, pronte misure unilaterali contro il possesso di armi

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Le ultime sparatorie avvenute hanno convinto il presidente ad andare avanti da solo con un’ondata di decreti per aggirare i veti delle lobby, che bloccano il Congresso

Barack Obama dichiara guerra al possesso facile di armi da fuoco, e lo fa aggirando il Congresso bloccato dal veto delle potenti lobby dei produttori di armi. Strage dopo strage il presidente, ormai allo scadere del suo secondo mandato, ha deciso che non si può più temporeggiare. La situazione si sta aggravando sempre più ed è diventata una questione di sicurezza nazionale. A un mese dalla strage di San Bernardino, ultimo episodio in ordine di tempo, che ha evidenziato come il possesso facile di armi possa portare ad azioni terroristiche sul suolo americano, Obama passa al contrattacco.

Nel suo discorso di inizio anno Obama ha annunciato “una nuova e decisa stretta sulla vendita di pistole e fucili di ogni tipo”. Il presidente ha dichiarato di aver ricevuto centinaia di “lettere anche da parte di proprietari responsabili di armi, che condividono la mia convinzione di garantire il diritto a possedere armi sancito nel secondo emendamento,  ma anche quella che tale diritto può essere difeso impedendo un uso irresponsabile e pericoloso di queste armi”.

Entro la fine della prossima settimana il presidente dovrebbe annunciare i decreti, che rappresenterebbero un’attacco senza precedenti alla potentissima lobby delle armi. Il primo provvedimento dovrebbe essere il rafforzamento del cosiddetto “background check”, il controllo preventivo che viene chiesto di fare nei confronti di chi si reca in armeria per acquistare fucili o pistole. Dovrebbero essere inaspriti soprattutto i controlli nei grandi punti vendita, compresi i supermercati.

Ma mentre Obama è impegnato nella stretta sulle armi da fuoco il Texas, il secondo stato americano con i suoi 25 milioni di abitanti, promuove una legge che introduce il principio dell’ “open carry”, che permette ai cittadini di portare con sé un’arma da fuoco senza nemmeno doverla nascondere.

Il tema delle armi sarà centrale nella campagna elettorale per le presidenziali del 2016, con Donald Trump, favorito per la nomination tra i Repubblicani, da  sempre favorevole al possesso di armi da fuoco.

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