Obama lancia la stretta sulle armi: “Non possiamo essere ostaggi delle lobby”

Mondo
epa05088827 US President Barack Obama (L) wipes away tears while delivering remarks at an event held to announce executive actions to reduce gun violence, beside US Vice President Joe Biden (R), in the East Room of the White House in Washington, DC, USA, 05 January 2016. Obama outlined measures such as strengthening background checks for purchasing guns and requiring individuals that sell firearms to register as licensed gun dealers.  EPA/MICHAEL REYNOLDS

Il presidente americano ricorda le vittime delle armi e si commuove durante la conferenza stampa: “Se amiamo i nostri bambini e ci importa del loro futuro, possiamo tagliare tutto il dibattito e fare la cosa giusta per il Paese”

Nel giorno in cui Barack Obama ha annunciato una svolta sui controlli delle armi, una nuova tragedia insanguina gli Stati uniti. E questa volta non è la follia di un singolo a conquistare le testate dei giornali ma una tragedia tra innoccenti. Ieri una bimba di due anni è stata colpita al petto accidentalmente da un altro bambino con una pistola lasciata incustodita in casa. Il fatto è accaduto a LaGrange, vicino ad Atlanta, in Georgia. Secondo la polizia nell’abitazione si trovavano due donne adulte e quattro bambini di 10, 3, 2 e un anno. La vittima dell’incidente è stata operata, ma le sue condizioni rimangono critiche.

Il dramma è accaduto 24 ore prima della conferenza stampa in cui oggi il presidente Obama ha annunciato l’attesa stretta sulle armi. Nel suo intervento dalla East Room alla Casa Bianca Obama ha elencato tutte le tragedie che lo hanno costretto a intervenire. Partendo dall’attentato subito da Gabby Gifford – la parlamentare democratica colpita alla testa mentre parlava in un comizio a Tucson, in Arizona – passando per le tragedie di Sandy Hook e San Bernardino. 

Per il presidente degli Stati Uniti non c’è dubbio, le tragedie con cui l’America ha dovuto fare i conti “sono troppe” e “troppo frequenti”, come in nessun altro paese al mondo. “Ogni anno più di 30mila americani sono uccisi dalle armi da fuoco” – ha ricordato Obama davanti alle telecamere senza riuscire a frenare la commozione – e “centinaia di migliaia di americani hanno perso sorelle e fratelli, seppellito i propri figli” per questo motivo.

Obama ha bilanciato il suo intervento tra un difesa del secondo emendamento, che non verrebbe messo in discussione da un maggior controllo sulle armi, e un attacco vigoroso alle lobby e ai loro alleati repubblicani. “Le lobby delle armi possono tenere in ostaggio il Congresso, – ha detto rivolgendosi, di fatto, anche ai suoi principali avversari politici – ma non possono tenere in ostaggio L’America“. L’inquilino della Casa Bianca, prima di concludere il suo intervento, ha infine ricordato la centralità del parlamento esortandolo ad uscire dall’immobilismo in cui è intrappolato.“Il Congresso deve agire” insiste, ma ora è il momento di intervenire “perché l’America non può aspettare”.

>> Cosa prevede il piano presentato da Obama

 

(Nella foto Obama durante la conferenza stampa. ANSA)

Vedi anche

Altri articoli