Ancora grossi guai per Muraro: torna l’ombra di Mafia Capitale

Roma
ANSA/ANGELO CARCONI

L’asse con Fuscon, direttore generale di Ama, carte truccate e consulenze legali illecite: l’accusa per l’assessore all’Ambiente è abuso d’ufficio

Più passa il tempo e più ci si accorge che nella giunta Raggi di nuovo c’è ben poco. Non solo nelle dinamiche politiche e nelle guerre fratricide all’interno del Movimento, ma anche nei nomi. Sono sempre gli stessi, che ciclicamente ritornano: Cerroni, Buzzi, Carminati.

Oggi il Corriere della Sera e il Messaggero in prima pagina, rivelano un altro particolare inquietante che riguarda la già osservata speciale Paola Muraro, assessore all’Ambiente del Comune di Roma, che risulterebbe indagata per abuso d’ufficio insieme al direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon, a sua volta già imputato nel processo “Mafia Capitale” nell’inchiesta sulle consulenze alla municipalizzata.

Fu Fuscon, riporta il Corriere, “a siglare i contratti di Paola Muraro con la municipalizzata. E la scelse anche come consulente giudiziario nei suoi processi. Per questo è adesso indagato con lei per il reato di abuso d’ufficio, sospettato di aver aggirato le norme pur di favorirla“.

La svolta è arrivata con “l’ascolto delle nuove telefonate inserite nel fascicolo d’indagine sull’organizzazione guidata da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati“. Poi “le verifiche degli atti sequestrati presso l’azienda di gestione dei rifiuti”. La contestazione più grave che si rivolge alla Muraro riguarda il suo incarico all’interno di Ama.

Non una semplice consulenza, ma un ruolo dirigenziale. Muraro, nel suo ruolo, avrebbe contraffatto dati riguardanti i materiali degli impianti Tmb e dei tritovagliatori. E in più avrebbe favorito le aziende private legate a Cerroni, accettando che gli impianti di Ama lavorassero a regime ridotto. La sua mansione gli fu affidata probabilmente perchè compiacente, visto che all’interno di Ama c’era già chi poteva svolgere questo ruolo, e per legge sarebbe dovuto essere favorito rispetto ad uno esterno.

All’attenzione dei pm, riporta il Messaggero, c’è poi in particolare una consulenza della Muraro: “Un contratto che Fiscon ha stipulato con lei per averla come consulente giudiziario nei processi contro l’azienda e lui stesso”. Un accordo che “per i pm è illecito, in quanto il contratto nazionale dei dirigenti prevede che le consulenze possano essere pagate dall’azienda pubblica solo nel caso in cui si tratti di difendersi da un reato compiuto nell’esercizio delle funzioni, quindi senza il dolo”.

La diretta interessata si difende e nega ogni coinvolgimento: “Il problema a Roma sono questioni come il traffico dei rifiuti non io” e aggiunge la Muraro “Se sono tranquilla? Certo, io vado avanti. E credo nella magistratura, ho molta fiducia nel magistrato”.

Ma nella politica l’eco della notizia ha fatto molto scalpore. Stefano Esposito, senatore Pd ed ex assessore al comune di Roma commenta le ultime vicende che riguardano la giunta capitolina: “E’ del tutto evidente che la Muraro non era un personaggio marginale, ma uno snodo centrale nella precedente gestione dei rifiuti romani. Continua, ed è ormai la cifra della gestione grillina a Roma, quella opacità che è l’esatto contrario della tanto evocata trasparenza”.

Anche la vice presidente del Gruppo Pd alla Camera, Alessia Morani, cinguetta con un tweet

 

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