Nuovo capitolo nell’inchiesta su Mafia Capitale: chiesti 24 rinvii a giudizio

Roma
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Gli indagati rispondono a vario titolo di reati che vanno dalla turbativa d’asta, alla corruzione, il finanziamento illecito e la rivelazione del segreto d’ufficio

Ventiquattro persone rischiano di finire sotto processo a Roma nell’ambito del terzo filone di inchiesta di ‘Mafia Capitale’, capitolo che prende in considerazione circa venti nuovi episodi di corruzione e turbativa d’asta (più un paio di finanziamento illecito e rivelazione del segreto d’ufficio) rimasti fuori dalle contestazioni attribuite ai 46 imputati del dibattimento attualmente in corso nell’aula bunker di Rebibbia.

Tra i 24 per i quali i pm di piazzale Clodio hanno sollecitato il giudizio ci sono anche il ‘ras’ delle cooperative Salvatore Buzzi e l’ex direttore generale di Ama Giovanni Fiscon, già imputati nel processo principale di ‘Mafia Capitale’. Nell’elenco di indagati di questo ennesimo filone figurano pure l’ex capogruppo del Pd in consiglio comunale Francesco D’Ausilio, l’ex sindaco del Comune di Sant’Oreste Sergio Menichelli e gli imprenditori Fabrizio Amore e Flavio Ciambella. La lista comprende poi i nomi di Nadia Cerrito, collaboratrice di Buzzi, di Clelia Logorelli, quale dirigente presposto al settore verde di Eur spa, dell’appuntato in servizio presso il Reparto Carabinieri Presidenza della Repubblica (Ufficio Direzione Sovrintendenza Centrale Servizi di Sicurezza) Giampaolo Cosimo De Pascali, del presidente della cooperativa ‘Capodarco’ Maurizio Marotta e quello di Fabio Tancredi, già direttore del X Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde-Protezione civile di Roma Capitale. L’arco temporale preso in esame dagli inquirenti va dal 2011 al 2014.

La Procura ha ritenuto di stralciare le posizioni di Eugenio Patanè e Marco Vincenzi, ex consiglieri alla Regione Lazio nelle fila del Pd, alla luce di quanto dichiarato dai due in sede di interrogatorio.

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