Terremoto in Nuova Zelanda: paura e devastazione

Terremoto
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L’allerta tsunami, successivamente rientrato, ha obbligato l’evacuazione di migliaia di residenti della zona costiera

Si sono susseguite senza sosta nelle ultime ore le scosse di assestamento in Nuova Zelanda dopo il potente sisma di 7,5 gradi che ha fatto due vittime e danni per centinaia di milioni di dollari: oltre 400 quelle registrate, una delle quali violentissima, 6,3 gradi.

Il sisma ha lasciato isolata la località di Kaikoura, popolare nei circuiti turistici perché luogo di osservazione del passaggio delle balene; ma l’intera regione di Marlborough è pesantemente colpita. Evacuati anche i residenti lungo il fiume Clarence, dopo che uno smottamento di terra ha creato una sorta di sbarramento artificiale e fatto uscire dagli argini il fiume; nella zona dopo ore di ricerca affannosa sono stati ritrovati un gruppo di turisti in kayak e un altro che faceva ‘river rafting’.

L’allerta tsunami, successivamente rientrato, ha obbligato l’evacuazione di migliaia di residenti della zona costiera. Kaikoura, dove ci sono 1.200 turisti bloccati, è isolata da uno smottamento di terra, è raggiungibile solo da elicotteri e il governo sta valutando se usare l’Air Force: l’energia elettrica è intermittente, le scorte di carburante sono al limite, l’acqua potabile è disponibile solo per quattro giorni ancora.

Una delle vittime è morta a causa di un attacco al cuore e l’altra per il crollo di una casa. Le autorità hanno segnalato che piccoli tsunami hanno interessato South Island senza causare vittime. Dalle foto aeree nelle zone colpite risultano slittamenti di terra, danni a edifici e infrastrutture, fenditure nelle strade e nella superficie terrestre, ponti chiusi.

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