Effetto domino: saltano anche i vertici di Ama scelti dalla giunta

Roma
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La situazione si complica non poco per la giunta grillina. Dopo le dimissioni dei vertici di Atac arrivano anche quelle dell’azienda che gestisce i rifiuti

Una nuova tegola si abbatte sull’amministrazione di Virginia Raggi, dopo le dimissioni dell’assessore al Bilancio e del capo di gabinetto del sindaco: a sbattere la porta e andar via sono i vertici delle due principali società partecipate della Capitale.

Da una parte l’Atac, l’azienda del trasporto pubblico di Roma. Il direttore generale Marco Rettighieri e l’amministratore unico Armando Brandolese rassegnano le dimissioni chiudendo così uno scontro con il Campidoglio che va avanti ormai da alcuni giorni. In pratica da quando lo stesso Rettighieri aveva reso nota una lettera indirizzata al presidente della Commissione Trasporti del Senato, nella quale affrontava alcune questioni ‘cruciali’ nel rapporto con il Comune: dai 18 milioni stanziati dalla giunta Raggi e mai arrivati all’Atac alla disputa sulla percentuale dei convogli della Metro A, fino alle “ingerenze esterne” dall’assessore ai Trasporti Linda Meleo sull’uso e lo spostamento di personale.

>>> Leggi la lettera di Rettighieri

Ma non basta. Nel pomeriggio è arrivato un altro colpo di scena, in un giorno particolarmente difficile per la giunta Raggi. Ama spa – l’azienda che nella Capitale si occupa di gestire i rifiuti – ha comunicato in una nota che anche l’amministratore unico Alessandro Solidoro ha rassegnato le proprie dimissioni poiché, a seguito delle dimissioni dell’assessore al Bilancio, Marcello Minenna, “ha ritenuto venute meno le condizioni per l’incarico affidatogli”. Il punto grave dal punto di vista politico per il Movimento è che Alessandro Solidoro è stato voluto dalla stessa Raggi.

Di fatto si tratta di un vero e proprio effetto domino sulla giunta capitolina dopo le dimissioni di questa mattina di due pezzi fondamentali come l’assessore al Bilancio e il capo di Gabinetto.

La situazione adesso si complica non poco per i 5 Stelle che, oltre a gestire le beghe interne al Movimento, saranno costretti a sostituire con urgenza i vertici delle due partecipate. È chiaro infatti che le aziende che si occupano di trasporti e di immondizia in una citta come Roma non possono restare a lungo senza un amministratore delegato. Tanto che il commissario romano del Pd e presidente del partito, Matteo Orfini, parla di “danno alla città prodotto da una giunta evidentemente interessata alle clientele e non al risanamento”.

Lo ha affermato in un tweet dopo che questa mattina, commentando le dimissioni della capo di Gabinetto Raineri e dell’assessore Minenna aveva ironizzato: Abbiamo finalmente capito cosa intendevano con “assessori a tempo”.

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