Ennesima tragedia nel Mediterraneo, ma l’Europa è ancora divisa sui migranti

Immigrazione
I 108 migranti sbarcati con la nave 'Aquarius' al porto di Lampedusa, 18 aprile 2016. Raccontano di essere partiti dalla Libia su un gommone in 130-140. Ne sono stati salvati 108 dalla nave Aquarius dell'Associazione SOS Mediterranee, due risultano annegati, 6 giacevano cadaveri nel fondo dell'imbarcazione: tutti gli altri risultano dispersi. ANSA/ELIO DESIDERIO

Ore 400 migranti risultano dispersi. Juncker soddisfatto della proposta italiana di un patto europeo per l’immigrazione, ma la Germania dice no

Sarebbero più di 400 i migranti che al momento risultano dispersi nel Mediterraneo. Prevalentemente di nazionalità somala, stavano cercando di raggiungere le coste italiane dall’Egitto, secondo quanto riferito dalla Bbc in arabo, citando media locali, in fuga da Somalia, Etiopia ed Eritrea. Secondo i media somali, una trentina di loro sarebbero stati tratti in salvo.

“C’è veramente bisogno di riflettere, oggi di fronte ad una ennesima tragedia in cui sono morte centinaia di persone, ad un anno da una tragedia in cui ne morirono 800″, ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel frattempo ieri sera nel Canale di Sicilia è stato recuperato un gommone diretto verso l’Italia che si trovava a circa 20 miglia dalle coste libiche. Nel corso dell’operazione, coordinata dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera, sono state salvate 108 persone, tra le quali cinque donne, mentre sono sei finora i cadaveri recuperati.

E proprio oggi il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha espresso soddisfazione per la proposta italiana di un patto europeo per l’immigrazione, presentato ufficialmente venerdì scorso. “Mantenere aperte le frontiere interne e controllare quelle esterne – ha detto il capo del servizio dei portavoce dell’esecutivo comunitario, Margritis Schinas – è nell’agenda per l’immigrazione della Commissione, e Juncker è contento di vedere che è anche nell’agenda dell’Italia”. In particolare “Juncker è contento – ha detto ancora Schinas – che l’approccio sulla migrazione trovo un sostegno così forte sostegno dell’Italia e del suo primo ministro, Matteo Renzi”, perché è convinzione del presidente dell’esecutivo comunitario che “solo un approccio comune può aiutare ad avere una gestione della crisi migratoria in termini di responsabilità”. L’italia ha proposto di finanziare il patto europeo per l’immigrazione attraverso speciali bond europei, idea su cui Schinas non è entrato nel merito. “Per il finanziamento delle politiche migratorie – ha detto la portavoce – è stato sempre detto che bisogna essere creativi, e prendiamo nota della proposta dell’Italia”.

E il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk manifesta il suo apprezzamento per l’iniziativa italiana con un tweet.

Ma una prima bocciatura alla proposta di ricorrere agli eurobond contro la crisi migratoria è arrivata dalla Germania: “Il governo tedesco non vede alcuna base per un finaziamento comune dei debiti per le spese degli stati membri per la migrazione”, ha risposto il portavoce del governo Steffen Seibert, sottolineando che vi sono altri strumenti disponibili nel bilancio europeo. Il governo tedesco, assicura Seibert, “esaminerà in modo approfondito” le proposte di Renzi, ma la Germania resta “per una soluzione complessiva europea”, che tenga in considerazione anche la rotta del Mediterraneo. Tra le altre misure, Berlino inserisce una sua proposta riguardante gli strumenti finanziari per affrontare la crisi dei migranti: una tassa sulla benzina, di cui il ministro tedesco delle Finanze, stando a quanto riferiscono fonti Ue, ha già discusso col presidente Jean Claude Juncker.

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