“Not in my name”, l’Islam italiano scende in piazza contro l’Isis

Terrorismo
islam moschea

Sabato l’appuntamento a Roma, atteso “qualche migliaio di persone”. Domani sermoni “coordinati” nelle moschee per condannare gli estremisti

Lo slogan scelto evoca i movimenti pacifisti, il rifiuto della violenza e – soprattutto – una distinzione identitaria da chi la pratica. Not in my name, urleranno sabato in piazza i musulmani italiani, marocchini, pakistani, senegalesi, turchi e gli altri che li affiancheranno in una manifestazione convocata per condannare la strage di Parigi, esprimere “il più profondo sentimento di vicinanza al popolo francese e a tutti i familiari delle vittime così barbaramente uccise” e “lanciare un appello che sappia indicare una solida svolta nei rapporti con la società civile e lo Stato italiano, di cui siamo e ci riteniamo parte integrante”. È questa la ‘piattaforma’ indicata dalla Coreis italiana (la Comunità religiosa islamica) per l’evento che si svolgerà sabato alle 15.30 in Piazza Santi Apostoli, a Roma.

I destinatari del messaggio sono quindi molteplici: da una parte, coloro che ancora faticano a distinguere un Islam ‘buono’ da quello jihadista (o si rifiutano di farlo); dall’altra, gli stessi musulmani che in qualche modo ‘giustificano’ o rischiano di cadere vittime di “una predicazione di odio e violenza in nome della religione”, con particolare attenzione ai più giovani. Perché, in realtà, il terrorismo è un “cancro” che “offende e tradisce il messaggio autentico dell’Islam”.

La macchina organizzativa si è messa rapidamente in moto, per portare in piazza più gente possibile ed evitare che la manifestazione si trasformi in un boomerang, nel caso di un insuccesso. Il rischio, però, sembra essere scongiurato già dalle prime ore di lavoro e gli organizzatori – pur senza volersi sbilanciare troppo – confidano nell’arrivo di “qualche migliaio” di persone. Due pullman sono già pronti da Milano e dalla Sicilia, altri probabilmente si aggiungeranno nelle prossime ore, mentre la mobilitazione è ancora più intensa nella Capitale e nel Lazio, per ovvi motivi. E chi non potrà arrivare a Roma già si organizza in altro modo: manifestazioni parallele saranno a Milano, Lecce e Palermo (domani).

Una giornata cruciale sarà quella di domani, quando durante la preghiera pubblica di mezzogiorno molti imam inviteranno i fedeli a partecipare agli appuntamenti organizzati a Roma e nelle altre città. E in queste ore è scattato anche un coordinamento spontaneo tra i responsabili di diverse moschee, per concordare anche le parole da utilizzare nei loro sermoni contro il terrorismo.

Gli organizzatori di Not in my name hanno anche inviato lettere di invito ai più alti rappresentanti istituzionali. Molti sono i parlamentari che scenderanno in piazza, soprattutto del Pd, a partire da Khalid Chaouki e Luigi Manconi, i primi ad aderire. Ma a partecipare saranno anche rappresententi della cultura e dello spettacolo, come Ermanno Olmi, Ascanio Celestini, Paolo Virzì, Paolo Rossi, Gad Lerner e altri.

Vedi anche

Altri articoli