Nonni rock, Ticket One e oasi felici: insidie e meraviglie della nostra musica dal vivo estiva

Musica
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Abbiamo fotografato la situazione dell’offerta musicale live in Italia per questa estate 2016. Tra rivoluzioni del mercato discografico e vecchi nomi del rock; costosi pacchetti vip e la criticata gestione della vendita biglietti da parte di Ticket One; festival in località da riscoprire e un calendario di concerti ricco e variegato

Inutile girarci intorno: nell’odierno mercato discografico che barcolla dopo l’avvento di internet, la gallina dalle uova d’oro è il live. Come dimostra uno studio di Francesco Balducci dell’Università Politecnica delle Marche, se i dischi non si vendono più a causa del download, i concerti hanno “tratto vantaggio dall’effetto promozionale proveniente (…) dalla diffusione di musica (…) sulla rete internet. Ciò è tanto più vero se si pensa che i concerti non rappresentano un’alternativa all’MP3, ma piuttosto un’attività specifica e particolare, irripetibile e non piratabile, con caratteristiche di experience good“.

Partendo da queste premesse, ci siamo chiesti come si presenta la situazione dell’offerta di musica dal vivo in Italia, rivolgendo lo sguardo agli appuntamenti estivi a partire da queste afose giornate di metà luglio.

Nonni rock
Un dato che salta subito all’occhio dal calendario musicale estivo è la massiccia presenza di grossi nomi del rock over 65. Questo accade sia perché viviamo un’era in cui i tradizionali concetti di rock star e di concerto/evento stanno inesorabilmente tramontando (acquisendo connotati totalmente nuovi); sia Schermata 07-2457582 alle 21.33.25perché il nome storico è l’unico che garantisce un pubblico trasversale, spesso non più giovane e dalla generosa disponibilità economica. Senza nulla togliere al profilo artistico dei personaggi che attraverseranno il nostro paese, sembra quasi che chi ha messo in fila i concerti dei prossimi mesi abbia trafugato la lista dei nomi direttamente dalla Rock’n’Roll Hall of Fame. Così avremo, senza soluzione di continuità: Neil Young il 13 luglio a Piazzola sul Brante, il 15 a Roma, il 16 a Lucca e il 18 a Milano; Steve Hackett il 16 luglio a Forte dei Marmi, il 17 a Porto Recanati, il 20 a Grado e il 21 a Brescia; gli Iron Maiden il 22 luglio  Milano, il 24 a Roma e il 26 a Trieste; Carlos Santana il 13 luglio a Cividale del Friuli, il 19 a Roma, il 20 a Cattolica e il 21 ad Assago; i Deep Purple, stasera all’Arena del Mare di Genova, domani all’Arena campo Marte di Brescia e il 15 Luglio al Parco della Pace di Servigliano (Fermo); Robert Plant il 20 Luglio a Miliano, 22 Napoli e 24 Taormina.
I prezzi dei biglietti oscillano dai 50 fino ai 200 euro, e molto in voga è la formula del pacchetto vip, come per il live di Lionel Richie e gli Earth Wind and Fire, stasera al Lucca Summer Festival. Con una spesa introno ai 200 euro sarà possibile accaparrarsi un biglietto di tribuna Vip Coperta, con tanto di open bar per tutta la durata dello spettacolo; l’accesso ad un’area Hospitality del backstage, dove prima dell’inizio del concerto verrà offerto un Welcome buffet; e, dulcis in fundo, un posto auto nelle vicinanze del luogo dell’evento. «Sono prodotti destinati alle persone più agiate, si vendono benissimo per alcune tipologie di artisti, d’altronde la capacità di acquisto di questi tempi è scesa per tutti tranne che per le classi alte», ha dichiarato tempo fa Claudio Trotta, fondatore dell’agenzia di concerti ed eventi Barley Arts.

Tasse, tasse e ancora tasse
Domenica sera suonano Alice e Franco Battiato nella Cavea dell’Auditorium Parco della Musica a Roma. Si tratta di un sodalizio storico, che ha rappresentato un momento chiave nella carriera del Battiato autore, nonché l’apice del successo di Alice con la vittoria al festival di Sanremo 1981. I due si riuniscono dopo decenni per un tour in Italia; non vogliamo perderci il concerto e giochiamo sul tempo: qualche settimana fa, con buon anticipo, acquistiamo i biglietti online tramite il circuito Ticket One. Optiamo per dei posti in Tribuna Meridiana, vicino alla balaustra: la dicitura recita ‘visibilità limitata”. Il prezzo è di 50 euro: a questi vanno aggiunti 7 euro e 50 di prevendita (il 15 per cento del costo del biglietto). Compriamo 3 biglietti che, comprensivi di prevendita, ci costano 172 euro e 50 centesimi: cifra alla quale vanno aggiunte le spese per le commissioni di servizio, evidentemente non incluse nella prevendita e di cui ignoriamo la ragion d’essere, che ammontano a un totale di 10,53 euro. A questo punto ci viene chiesto se vogliamo farci spedire il biglietto, ritirarlo al botteghino o stamparlo per conto nostro, a casa. Quest’ultima opzione prende il nome di stampa@casa. Sul sito di Ticket One c’è un pagina che si chiama “cos’e’ stampa@casa”?, dove compaiono una serie di domande: in una viene chiesto se il servizio compSchermata 07-2457582 alle 21.39.53orti dei costi. La risposta è: “il prezzo del biglietto rimane invariato – e poi continua – mentre ci sono, al momento, commissioni aggiuntive per usufruire del servizio”. Insomma, bisogna pagare 2 euro e 50; ci viene in mente che tra le domande riguardo a stampa@casa ne manca una, che facciamo noi: “perché dobbiamo pagare per usare la nostra stampante?”.
Basta fare un giro su Google per leggere come intorno a Ticket One (un po’ quello che succede da anni con la SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori), si sia generata una fitta costellazione di critiche, rimostranze e attacchi più o meno frontali, indirizzati alla società a cui si riconosce lo status di “monopolio sulla vendita di biglietti online grazie ad accordi della durata di 15 anni con i principali promoter”. Di sicuro 185,53 euro per tre biglietti da 50 euro l’uno non sono un segnale incoraggiante.

Le oasi felici
Che i concerti stiano diventando sempre di più una macchina per fare soldi, sradicati dallo loro radice culturale e spesso trattati come dei semplici happening, lo dimostra anche un certo tipo di comunicazione generalista, che tende a focalizzarsi su aspetti marginali o sensazionalistici: “Springsteen resta al buio durante il concerto. Torna la luce e canta Dancing in the Dark“; oppure: “Bruce Springsteen duetta a Oslo con una bambina di 4 anni: ecco il tenero show”. Questa è la tipologia di titoli che rimbalzano dopo un live del Boss.

Schermata 07-2457582 alle 21.35.41Cercando di non incappare in facili dualismi, all’interno di un discorso complesso come quello dell’evoluzione del mercato musicale dei concerti, non possiamo non constatare alcuni dati di fatto: accanto alle realtà che abbiamo descritto esiste un mondo parallelo. È quello che spesso agisce lontano dagli sponsor, faticando ad ottenere bilanci in attivo, ma con lo sguardo puntato alla cultura e alla valorizzazione del territorio. Parliamo dei molti festival musicali che anche quest’estate animeranno la nostra penisola, invitandoci a scoprire luoghi come Vasto, cittadina ricca di storia e sede del Siren Festival, o Castelbuono in provincia di Palermo, con le sue suggestioni medievali, cornice del festival Ypsigrock. E anche la proposta musicale di queste rassegne, fatta di nomi meno famosi ma non meno rilevanti di quelli che calcheranno le arene estive, è di primissimo piano: Jesus and Mary Chain, Kamasi Whasington, M83, John Carpenter, the Notwist, Thurtsoon Moore, George Clinton, Floaing Points, Giant Sand (e tanti altri). Con un  pizzico di partigianeria, dobbiamo confessare che noi facciamo il tifo perché questa modalità di avere a che fare con il mondo del live, forse meno profittevole ma di sicuro più a misura d’uomo, possa un domani ritagliarsi spazi ben più centrali rispetto a quelli in cui oggi è confinata. Probabilmente ne gioverebbero gli spettatori. Sicuramente ne trarrebbe linfa vitale la musica stessa.

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