Non solo stipendio, ecco perché Grillo vuole l’espulsione di Serenella Fucksia

M5S
Serenella Fucksia nell'aula del Senato durante l'esame del DEF (Documento Economia e Finanza), Roma 17 Aprile 2014. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Due anni di scontro con gli attivisti del Movimento e la Casaleggio Associati. Cosa c’è dietro il processo che si è celebrato sul blog

Il sondaggio-epurazione si è concluso e la decisione degli attivisti (26.630 iscritti votanti) è stata resa nota: con il 92,6% di voti favorevoli (24667 voti) e il 7,4% contrari (pari a 1.963 voti), il blog di Beppe Grillo ha deciso l’espulsione della senatrice M5s Serenella Fucksia.

Il motivo ufficiale è spiegato nel post scritto dalla squadra del comico: “Chi non restituisce parte del proprio stipendio come tutti gli altri, non solo viola il codice di comportamento dei cittadini parlamentari MoVimento 5 Stelle, ma impedisce a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con gli elettori”. E Fucksia è accusata di non avere “ancora restituito le eccedenze degli stipendi di aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre 2015, così come richiesto dallo Staff e nonostante i diversi solleciti inoltrati con scadenze in data 8, 21 e 26 dicembre”.

Ma è la stessa parlamentare a spiegare che in realtà le motivazioni sono ben altre: “La rendicontazione è una scusa – afferma – il motivo della richiesta di espulsione nei miei confronti è molto più becero. C’è una lotta di potere in corso e si è trovata questa scusa per parlare di altro, per non affrontare il problema. Ma questo modo di comportarsi non fa onore al Movimento, è un altro autogol”.

Tutto è iniziato ormai quasi due anni fa, nel marzo 2014, quando in relazione allo scontro tra i vertici cinquestelle e il senatore Bartolomeo Pepe, che di lì a poco avrebbe abbandonato il gruppo grillino, Fucksia in un’intervista al Fatto criticò la gestione del Movimento, spiegando che “sei persone comandano per tutti” e che trai suoi colleghi “molti non capiscono un caz…”. Immediata la presa di distanze del meetup di Fabriano (la sua città), in una nota in cui già si segnalavano problemi nella rendicontazione delle spese della senatrice.

Tra gli ‘oltraggi’ ai principi del Movimento, c’è anche la sua contrarietà all’omeopatia, poiché sarebbe “acclarata la sua inefficacia”, come ha scritto su Facebook linkando una ricerca scientifica volta a dimostrare la sua tesi. Ma c’è di peggio. Molto di peggio, secondo i dettami imposti dalla diarchia a capo del M5S. Fucksia, infatti, ha osato più volte mettere in discussione gli spazi on line della Casaleggio Associati, definendoli “siti diversamente seri”, fatti “solo per i click e per ridere”. La sua giustificazione? “L’ironia per me è sacra”.

Talmente sacra che la senatrice è finita sotto attacco anche per aver difeso la libertà di espressione di Luciana Littizzetto, che in un suo intervento a Che tempo che fa ha accostato il M5S alla cacca. La reazione grillina ovviamente è stata feroce, ma Fucksia su Facebook ha provato a stemperare lo scontro, finendo anche lei sulla graticola: “La satira è satira, chi la fa l’aspetti – ha scritto la senatrice – Gira il mondo e girano le sorti. Io sono per non cacciare nessuno mai! Libertà di parola, critica e satira sempre!!!!”. Evidentemente Grillo e Casaleggio non la pensano così.

Ma se questa è la reazione per la difesa di un comico, cosa può succedere se un parlamentare cinquestelle osa schierarsi al fianco di un politico avversario? Insulti a valanga, ovviamente. E non conta nemmeno se quel politico è morto. Dopo la scomparsa di Donato Bruno, infatti, Fucksia ha pubblicato un post di rispettoso commiato dal collega scomparso. I commenti degli attivisti grillini hanno superato e di molto i limiti della decenza: “È andato all’inferno un altro”, “20mila euro al mese risparmiati! Avanti il prossimo!”, “Meno male che c’è la morte sennò non li leviamo più dalle p…” e via dicendo. I tentativi della povera senatrice di rintuzzare queste offese sono andati miseramente a vuoto.

Il culmine si raggiunge però quando Fucksia riserva parole di elogio addirittura a esponenti del Pd. Linkando sulla propria pagina Facebook l’intervento di Roberto Giachetti a una Direzione dello scorso mese di aprile, la senatrice cinquestelle commentava così: “Giachetti brillante, coinvolgente e fantastico… a prescindere”. I commenti? Meglio lasciar perdere.

Infine, è di pochi giorni fa un esplicito “chapeau!” indirizzato a Maria Elena Boschi dopo il suo intervento in aula a palazzo Madama sulla questione delle banche fallite, che le è costata anche una mozione di sfiducia individuale presentata proprio dal M5S. Dalla base è partita naturalmente la rivolta, a suon di “quando te ne vai?” e “quanto ti pagano?”.

Sono solo alcuni esempi, ai quali si accompagnano diverse altre interviste critiche di Fucksia nei confronti del M5S (“Siamo partiti per essere oltre, per premiare la meritocrazia e metodo. Purtroppo non emerge una selezione al rialzo, vedo più fanatismo, più divisioni, che collaborazione costruttiva”, Corriere della sera dell’8 aprile 2015). Insomma, la restituzione dello stipendio può essere un problema, ma sono soprattutto le idee della senatrice a essere processate sul blog di Grillo.

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