Non solo pensioni, un tavolo anche sui contratti pubblici

Lavoro
Flash mob davanti alla Consulta dei lavoratori della Confsal Unsa, sindacato che ha promosso il ricorso contro il congelamento degli aumenti salariali nella Pubblica Amministrazione, 23 giugno 2015. Stamattina infatti è in calendario l'udienza dei giudici della Corte Costituzionale. Una quarantina di lavoratori, riuniti sotto la sede della Corte, hanno così alzano cartelli per chiedere lo "stop al blocco dei contratti della Pa". E ancora, un altro slogan recitava: "Contratto statali, rispetto per la Costituzione".
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Con l’avvio del tavolo si sblocca una situazione congestionata da ormai sette anni

Entro l’inizio di luglio il ministro della Pubblica amministrazione convocherà i sindacati per il rinnovo del contratto di lavoro degli statali e per discutere assieme sul testo unico del pubblico impiego. La notizia, comunicata dalla stessa Marianna Madia, è un passo in avanti degno di nota in primo luogo perché si pone all’interno di una nuova stagione di dialogo tra governo e sindacati. C’è ormai un filo rosso che unisce l’apertura di oggi sul rinnovo degli statali all’importante confronto sulla riforma delle pensioni che sta avvenendo proprio in queste ore.

Tuttavia, al di là del significato politico, la notizia di oggi è rilevante perché sblocca una situazione congestionata da oltre sette anni. Sebbene infatti il riavvio delle trattative sia avvenuto lo scorso anno a seguito di una sentenza della Corte di Cassazione, la convocazione dei rappresentati dei lavoratori da parte del governo non era affatto scontata. E forse, qualche spiraglio di giungere a una soluzione concreta potrebbe rappresentarlo anche il rinnovamento dei sindacati.

Attorno a quel tavolo, infatti, assieme al ministro Madia, siederà un’altra giovane donna, Serena Sorrentino, il segretario generale della Funzione pubblica della Cgil eletta qualche giorno fa. Chissà, magari l’affinità generazionale potrà aiutare a raggiungere un accordo.

L’impianto del rinnovo contrattuale pensato dalla Madia privilegerà in sostanza i redditi bassi, fino ad un tetto massimo. Lo stesso ministro ha sottolineato più volte come “sia morale, giusto ed etico che si sostengano prima i lavoratori che maggiormente hanno pagato la crisi, chi guadagna 200 mila euro può aspettare ad avere aumenti salariali”.

Certo è, fanno notare i sindacati, che i 300 milioni di euro stanziati nella legge di stabilità 2016 per i rinnovi non sono sufficienti e coprono – a sostenerlo è addirittura la Corte dei Conti – la “sola indennità di vacanza contrattuale”.  Anche per questo, il ministro alla Pubblica amministrazione ha sottolineato, in più di una circostanza, quanto sia “importante tornare ad una situazione ordinaria” e come non sia sufficiente accontentarsi di riaprire la stagione dei contratti, “si deve intervenire anche sulla legislazione“.

 

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