Non solo l’aereo russo: un Boeing sfiorato da un razzo ad agosto

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Egyptian investigators check debris from crashed Russian jet at the site of the crash in Sinai, Egypt, 01 November 2015.
ANSA/KHALED ELFIQI

Ma il governo egiziano ammette: “Un errore durante un’esercitazione”

Non era il primo incidente, quello avvenuto in Sinai lo scorso 31 ottobre. Lo scorso 23 agosto, infatti, un aereo di linea in fase di atterraggio all’aeroporto di Sharm el Sheik ha incrociato un razzo evitato solo grazie alla bravura del pilota. Lo riferisce il Daily Mail e lo conferma del ministero dei Trasporti di Londra: un Boeing 737 della compagnia Thomson con 189 passeggeri a bordo venne sfiorato a soli 300 metri da un missile mentre era a bassa quota in avvicinamento, preparandosi ad atterrare a Sharm.

Il pilota vide il missile partire da terra e la traiettoria in volo ma riuscì a compiere una manovra evasiva per schivare il razzo. Quella volta si trattò con ogni probabilità di un missile “spalleggiabile” tipo lo statunitense Stinger o il russo Strela, che hanno gittate fino ad un massimo di 4.000 metri, ipotesi esclusa per l’Airbus A321 della compagnia russa Metrojet, che volava a 9.400 metri di quota e per il quale sembra ormai accertata l’ipotesi di una bomba a bordo. L’aereo, decollato dallo scalo di Stanted a nord di Londra, era poi riuscito ad atterrare senza problemi e ai passeggeri non venne rivelato quanto accaduto.

Secondo quanto confermato da una fonte del ministero britannico, “ai comandi c’era il co-pilota ma è stato il comandante in cabina insieme a lui ad avvistare il missile dirigersi verso l’aereo e fu sempre lui ad ordinare un’improvvisa virata a sinistra. Solo i 5 membri dell’equipaggio furono informati del rischio corso.

Il governo egiziano, sempre più in difficoltà, ha ammesso che il missile che già oltre due mesi fa aveva sfiorato ad appena 300 metri un aereo di linea in fase di atterraggio all’aeroporto di Sharm el Sheik, era stato sparato per errore dai suoi soldati durante un’esercitazione. Le autorità denunciano, però, la fuga di notizie e le varie ipotesi circolate sui media: “Non abbiamo ricevuto al momento alcuna informazione al riguardo e avremmo preferito che le informazioni tecniche fossero state comunicate direttamente a noi invece di essere riferite ai media” ha detto il ministro Sameh Shoukri sottolineando che il suo Paese “prende seriamente in considerazione la preoccupazione di alcuni Paesi dopo la sciagura” e che “l’Egitto ha rinforzato la sicurezza”.

Nel frattempo sembra sempre più certo che a provocare il disastro aereodella Metrojet precipitato in Sinai sia stato un attentato terroristico dell’Isis. E in particolare l’ipotesi bomba è sempre più concreta, almeno da quanto risulta dall’analisi delle scatole nere dell’aereo che, secondo alcune fonti coinvolte nelle indagini, che indicherebbero entrambe un’esplosione avvenuta in volo e non legata alla rottura del motore.

La Nbc, infatti, rivela che la Cia avrebbe intercettato delle conversazioni tra i vertici dell’organizzazione a Raqqa, in Siria, e dei loro affiliati nella penisola del Sinai, l’ex formazione Ansar al Beit al Maqdis. Le persone al telefono, hanno riferito, “stavano chiaramente festeggiando” l’atto terroristico portato a termine.

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