Non è più tempo di mediazioni. Nel pomeriggio la conta sul canguro

Unioni civili
Il ministro per i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi (S) con Monica Cirinnà al Senato, durante le dichiarazioni di voto sulle comunicazioni del premier Matteo Renzi, in merito al prossimo consiglio europeo del 15 e 16 p.v., Roma, 14 ottobre 2015. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

Ormai si vota. Non ci sono più spazi di mediazione e adesso la prospettiva è quella di una conta in Aula. Nel pomeriggio (la seduta del Senato è convocata per le 16,30), ci sarà il voto sull’emendamento Marcucci, il cosiddetto “canguro” che, ove passasse, cancellerebbe quasi tutti gli emendamenti, blindando il testo del ddl Cirinnà. […]

Ormai si vota. Non ci sono più spazi di mediazione e adesso la prospettiva è quella di una conta in Aula.

Nel pomeriggio (la seduta del Senato è convocata per le 16,30), ci sarà il voto sull’emendamento Marcucci, il cosiddetto “canguro” che, ove passasse, cancellerebbe quasi tutti gli emendamenti, blindando il testo del ddl Cirinnà. Il Pd punta al voto palese (ove qualcuno chiedesse lo scrutinio segreto deciderà Grasso) ma sarà interessante vedere quanti voti contrari verranno dalle file del Pd: secondo previsioni che si fanno a palazzo Madama, i senatori dem che dovrebbero votare contro il “canguro” sarebbero una quindicina, ma l’emendamento Marcucci dovrebbe comunque passare con il sì di Pd, Sel, M5S e senatori sparsi.

 

Ieri la riunione dei dem con la ministra Boschi ha sancito la spaccatura del gruppo sul come affrontare l’art. 5, quello relativo alla stepchild adoptions.

Infatti la mediazione della Boschi (votare il canguro e successivamente ammorbidire la formulazione dell’art.5 nel senso richiesto dai cattolici del Pd e di altre forze politiche) non ha convinto nemmeno tutti i cattodem, alcuni dei quali sono rimasti sulla proposta di “spacchettare” il “canguro” che però non è stata condivisa dai vertici del gruppo.

In un clima prevedibilmente nervoso, dunque nel pomeriggio si andrà muro contro muro: ma a questo punto è l’unico modo per sbloccare la legge sulle unioni civili.

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